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La Fifa apre ai privati, nel piano anche Trump. Con l’Uefa è scontro – Calcio


MILANO – La Fifa apre per la prima volta il proprio capitale ai privati. Durissima la reazione dell’Uefa, che attacca: “Si è superato un limite, il calcio non si vende”. E tra gli investitori interessati spunta un nome legato alla famiglia di Donald Trump, mentre i democratici americani che chiedono a Infantino di riferire sui rapporti fra Fifa e Casa Bianca.

Il progetto da 20 miliardi

Il progetto, anticipato dal Financial Times, prevede la creazione di Fifa Forward Enterprise (Ffe), società che concentrerà le attività commerciali e l’organizzazione degli eventi, Mondiali compresi. Valore stimato: 20 miliardi di dollari. Gianni Infantino si è affidato a JPMorgan, già coinvolta nel progetto Nba in Europa e, nel 2021, in quello poi accantonato della Superlega calcistica. Ai privati dovrebbe andare il 20 per cento. In prima fila ci sarebbe Joshua Kushner, fondatore di Thrive Capital e fratello di Jared Kushner, marito di Ivanka Trump. Un intreccio che alimenta i sospetti sul rapporto tra Infantino e Trump, al quale il presidente Fifa ha assegnato il primo “premio per la pace” Fifa il 5 dicembre 2025, due mesi prima delle operazioni militari di Usa e Israele in Iran. Il deputato democratico Jamie Raskin ha chiesto un’audizione di Infantino sui rapporti con l’amministrazione, dopo le polemiche sulla revoca della squalifica del calciatore statunitense Folarin Balogun al Mondiale, vicenda in cui Trump ha rivendicato di avere esercitato pressioni.

Lo scontro con l’Uefa

Il progetto della newco fa crescere la tensione con l’Uefa: “Il piano Fifa di vendere parte del calcio mondiale supera una linea che non può essere attraversata”, è stata la reazione di Nyon. Da Zurigo respingono l’ipotesi di privatizzazione. “I privati deterranno una quota di minoranza nella controllata Ffe, senza ruoli operativi, e non investiranno in Fifa”. La Fifa “manterrà l’autorità esclusiva sulla governance del calcio, le competizioni, il calendario delle partite e tutte le decisioni regolamentari e sportive”. Serviranno il sostegno della maggioranza delle 211 federazioni e l’approvazione del Consiglio Fifa. Infantino parte forte: 203 federazioni hanno già firmato lettere a sostegno della sua rielezione del prossimo marzo. Gli oppositori sono tutti europei. Sullo sfondo, il fastidio dell’Uefa e delle leghe continentali per il Mondiale per club cresciuto a 32 squadre e per l’ipotesi di portare quello per nazionali da 48 a 64, con un ulteriore intasamento dei calendari.

Più soldi alle federazioni

I proventi della Ffe dovrebbero garantire oltre 10 miliardi di dollari per lo sviluppo del calcio, con un contributo straordinario di 20 milioni per federazione per “progetti speciali”. I finanziamenti ordinari salirebbero dagli attuali 8 milioni a 20 nel 2027-2030, a 22 nel 2031-2034 e a 24 nel 2035-2038. L’operazione arriva mentre i ricavi Fifa esplodono: almeno 13 miliardi di dollari nel quadriennio in corso, contro i 7,6 del precedente, soprattutto grazie al Mondiale 2026. Nel ciclo che culminerà con il Mondiale 2030, le proiezioni superano i 14 miliardi.


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