Scuola, D’Aprile (Uil): Serve un piano per i precari, stop alla burocrazia e riconoscimento del burnout”

Il segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile, ha fatto il punto sulle principali emergenze del sistema dell’istruzione durante una recente intervista alla Gazzetta del Sud.
Le sue parole riportano l’attenzione sulle fatiche quotidiane del personale scolastico, costretto a muoversi tra contratti in scadenza e un carico di lavoro invisibile in continuo aumento.
L’urgenza di un piano per i precari
Mentre gli studenti sono impegnati con gli esami di Stato, una stima di oltre 250mila docenti e dipendenti si prepara ad affrontare l’ennesima estate di attesa. A questo proposito D’Aprile ha ricordato: “Saranno licenziati al termine delle lezioni senza alcuna certezza del futuro”.
Per il sindacato l’unica via di uscita concreta passa per la trasformazione dell’organico di fatto in cattedre stabili di diritto.
Il segretario ha infatti proposto: “Serve l’avvio di un piano nazionale capace di stabilizzare il precariato, una situazione che penalizza lavoratori, studenti e non garantisce la continuità didattica”.
Falsi miti e carico di lavoro sommerso
Un altro scoglio da superare riguarda la percezione che l’opinione pubblica ha della professione docente. Spesso si ritiene che chi sta dietro la cattedra abbia molto tempo libero, ignorando l’enorme impegno richiesto per la preparazione delle lezioni e le varie incombenze amministrative. Smontando questo luogo comune, le parole di D’Aprile sono: “È diffusa l’idea che gli insegnanti lavorino poche ore e godano di tre mesi all’anno. Una apparenza lontana dalla realtà.”
Le ore trascorse in aula rappresentano ormai solo una parte della giornata lavorativa, poiché l’impegno fuori dalla classe è nettamente aumentato. La richiesta della Uil è quella di snellire le pratiche per liberare la funzione educativa dal peso spesso asfissiante della burocrazia.
Il prossimo contratto e l’emergenza burnout
Le pressioni crescenti si traducono in un forte malessere psicofisico per il corpo docente. Per questo motivo la questione della salute sul posto di lavoro non può più essere rimandata.
Guardando agli impegni futuri, il sindacalista ha spiegato: “Il prossimo contratto dovrà tenere conto del burnout, fornendo un supporto psicologico”.
Risulta altrettanto fondamentale investire risorse per superare in via definitiva le pesanti disuguaglianze territoriali che dividono ancora il Paese in due, assicurando a tutti le medesime tutele.
Una comunità inclusiva contro i modelli autoritari
L’intervista si chiude con una ferma presa di posizione sul modello educativo. D’Aprile ha respinto l’idea di una scuola rigida e orientata alla dura disciplina, che era stata recentemente auspicata dal generale Vannacci. Bocciando senza appello questa impostazione, il segretario ha affermato: “È una visione della scuola che appartiene al passato”.
Le aule non sono aziende, ma spazi vitali che devono accogliere i bisogni degli alunni. La priorità di chi lavora tra i banchi è consolidare una comunità educante e solidale, in grado di fornire a tutti i ragazzi gli strumenti adeguati per costruire il proprio cammino.
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