Sconto carburanti, nodo risorse. Insufficiente l’extragettito Iva
ROMA – È di nuovo caccia alle risorse. Lo sconto di 17 centesimi sul diesel scade giovedì. Il governo pensa di prorogarlo per salvare il Ferragosto degli italiani. Magari anche estenderlo alla benzina, da ieri risalita alla soglia di allarme dei 2 euro al litro. Ma i conti non tornano.
Il ministero dell’Economia attende in queste ore il dato sull’extragettito dell’Iva di luglio, maturato quando i prezzi alla pompa crescevano. Da reimpiegare ora, mettendo così in moto il meccanismo delle “accise mobili”. Ma sarebbe molto piccolo, un terzo di quanto stanziato per il taglio in vigore da 125 milioni, limitato al solo gasolio e per dieci giorni.
Servono coperture aggiuntive. Se ne discuterà al Consiglio dei ministri di oggi. Si esclude un aumento di altre tasse, come sulle sigarette: tentativo naufragato già nell’ultimo Cdm di luglio, soprattutto per l’opposizione di Lega e FI.


Il petrolio in calo
Il Cdm si riunisce però in uno scenario molto diverso rispetto ad allora. Dopo essere tornato a sfiorare i 90 dollari nei giorni successivi al varo del decreto sulle accise, il Brent è ripiegato attorno agli 83 dollari al barile. A spingere il ribasso sono stati la ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e la decisione dell’Opec+ di aumentare ancora la produzione. Il mercato scommette su una graduale normalizzazione delle quotazioni. Ma restano due grandi incognite: quanto reggerà la tregua tra Washington e Teheran e quanto durerà il ribasso di petrolio e gas.
Ancora prezzi alti alla pompa
Alla pompa, però, gli effetti ancora non si vedono. Ieri il Mimit ha certificato un prezzo medio self di 1,999 euro al litro per la benzina e di 2,097 euro per il gasolio. In un mese la verde è rincarata di quasi 20 centesimi al litro: significa oltre 7 euro in più per il pieno di un’utilitaria e oltre 10 euro per un Suv medio. Il diesel, nonostante lo sconto, resta sopra i 2 euro al litro. Senza il taglio di 17 centesimi sfiorerebbe ormai i 2,30 euro.


Le richieste dei consumatori
Le associazioni dei consumatori chiedono un nuovo intervento. Il Codacons sostiene che buona parte del beneficio dello sconto sia già stata riassorbita dai rincari. L’Unione nazionale consumatori propone uno sconto di 35,4 centesimi al litro sul gasolio e di 18,3 centesimi sulla benzina.
La prudenza del governo
Nel governo prevale la prudenza. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin osserva che il taglio delle accise era nato per fronteggiare un’emergenza destinata a durare quindici giorni, mentre la crisi va avanti da sei mesi. Per questo, spiega, «non può più essere un intervento di emergenza», pur lasciando aperta la porta ad un’altra operazione ponte.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso lega invece ogni decisione all’evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz, preferendo un intervento mirato a un taglio per tutti. Un primo segnale potrebbe arrivare già questa mattina, quando Giancarlo Giorgetti riferirà in Senato alle commissioni Bilancio riunite sulle clausole di salvaguardia nazionali. Poi la partita si sposterà in Cdm. Il governo ha già speso 2,1 miliardi in 5 decreti accise.
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