Schuurs, dall’Inter mancata al calvario dell’infortunio: “Ora voglio riprendermi la mia carriera”

Le montagne russe di Perr Schuurs. L’ex difensore granata ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano olandese De Telegraaf in cui ha ricapitolato gli incubi e le speranze degli ultimi novecento giorni della sua vita. Tutto inizia sabato 21 ottobre 2023, quando si gioca Torino-Inter. “E dire che pochi mesi prima, in estate, avevo raggiunto un accordo proprio con l’Inter per un contratto di cinque anni, ma il club nerazzurro non aveva trovato l’intesa con il Torino – sono le parole di Schuurs -. Quell’estate si erano fatte avanti anche il Crystal Palace e il Tottenham: i club inglesi arrivarono ad offrire 35 milioni di euro, l’Inter 30 ma il Torino ne chiedeva almeno 40 e così si creò uno stallo che mi lasciò molta amarezza; un’amarezza che serbo ancora dentro di me, a dire il vero”.
La partita termina 0-3 per i nerazzurri, ma quella sera inizia il calvario di Schuurs, che si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. “In un primo momento, il recupero dall’infortunio sembrava molto semplice: mi aspettavano nove mesi di riabilitazione per poi tornare a giocare. Dopo l’operazione a Bologna – ricapitola il giocatore nato nel novembre del 1999 – sembrava che fosse andato tutto bene, ma dopo una settimana ho avuto una reazione nella parte esterna del ginocchio. Morivo dal dolore e così, invece di quattro settimane, ho camminato con le stampelle per quattro mesi”.
Per il difensore orange inizia così un tunnel senza fine: “Tutti i migliori ortopedici d’Europa dicevano che l’intervento era andato bene ma il dolore non passava, e proprio il fatto di non capire quale fosse il problema è stata la cosa peggiore. Tanto che ad un certo punto venni sottoposto ad un secondo intervento, in artroscopia, per aggiungere un piccolo legamento e garantire ancora più solidità all’articolazione”.
E’ il baratro, un momento estremamente complicato anche sotto l’aspetto della tenuta psicologica: “Ho vissuto giorni difficili, ero caduto in un attimo dall’apice della mia carriera e dalla fase più bella della mia vita nel baratro più profondo, tanto che c’erano notti in cui speravo di non svegliarmi più – ha detto al De Telegraaf -. E’ stato un periodo difficilissimo e lunghissimo in cui convivevo con crisi di pianto e con una rabbia enorme; non ho mai pensato di togliermi la vita ma a quel punto ho cercato l’aiuto di uno psicologo”.
Due mesi fa, poi, il Torino e Schuurs decidono di separarsi: “Il club ha scelto di incassare i soldi dell’assicurazione, com’era loro diritto – spiega Schuurs -. A parte il momento in cui la società non mi ha ceduto all’Inter, devo dire che il Torino si è sempre comportato bene con me: mi hanno pagato lo stipendio per due anni, quando dopo sei mesi avrebbero potuto pagarne solo la metà”.
E veniamo alla stretta attualità: “Adesso finalmente sto bene: da settimane non sento più alcun dolore e sto lavorando sodo con alcuni specialisti della riabilitazione. Voglio tornare in perfetta forma entro giugno per cercarmi una squadra per il prossimo anno”. Per voltar pagina una volta per tutte, ricominciando a quasi 27 anni una carriera tutta nuova.
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