Lazio

scende al 3%. Respira il “carrello della spesa”

Arrivano i primi significativi segnali di raffreddamento sul fronte dei prezzi al consumo in Italia. Dopo mesi caratterizzati da rincari continui e sostenuti, nel mese di giugno l’inflazione mostra una prima inversione di tendenza, registrando una lieve decelerazione.

Secondo le stime preliminari diffuse oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), calcolato al netto dei tabacchi, ha registrato una variazione mensile nulla rispetto a maggio, mentre è cresciuto del 3% su base annua (in calo rispetto al +3,2% del mese precedente).

Questo parziale allentamento della morsa dei prezzi riflette principalmente l’attenuarsi delle tensioni sui beni alimentari non lavorati, sui servizi legati ai trasporti e su quelli ricreativi e culturali.

Foto repertorio

Il focus: come variano i prezzi

Il rallentamento dell’indice generale si ripercuote positivamente sulle categorie di spesa che pesano maggiormente sulla quotidianità delle famiglie italiane, a partire dai beni di prima necessità.

Il “Carrello della spesa”: La macro-categoria che accorpa i beni alimentari, i prodotti per l’igiene personale e quelli per la cura della casa mostra una frenata incoraggiante, attestandosi al +1,6% contro il +1,9% osservato a maggio.

Prodotti ad alta frequenza d’acquisto: Pur rimanendo la nota più dolente del paniere a causa dei livelli ancora alti di carburanti e spese fisse, anche questa voce (che monitora i beni comprati con cadenza regolare) scende, passando dal 4,4% al 4,1%.

Inflazione di fondo

Nel rapporto provvisorio dell’Istat rallenta leggermente anche la cosiddetta inflazione di fondo – quella calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, storicamente più volatili – che si attesta al +1,6% (era al +1,7% nel mese precedente). Per quanto riguarda l’inflazione acquisita per l’intero anno in corso, il dato resta stabile al +2,6%.

Gli analisti accolgono i dati di giugno come un sintomo di progressiva stabilizzazione dei listini.

Nonostante il livello generale dei prezzi resti ancora superiore all’obiettivo del 2% fissato dalle autorità monetarie europee, la frenata del carrello della spesa alleggerisce la pressione immediata sui bilanci familiari.

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