Scelta che proprio non convince. Urgono chiarimenti

“Con un’interrogazione di attualità ho chiesto alla giunta regionale di chiarire le proprie intenzioni sul futuro del calendario scolastico e sulla sperimentazione che prevede l’apertura anticipata delle scuole primarie dal 31 agosto. Una scelta che presenta numerose criticità e che merita un confronto serio con famiglie, dirigenti scolastici, insegnanti ed enti locali”. Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Marcello.
Il primo problema riguarda il comparto turistico. Spiega Nicola Marcello: “Anticipare di fatto l’utilizzo delle scuole già dalla fine di agosto rischia di incidere negativamente sull’organizzazione delle ferie delle famiglie proprio in uno dei periodi più importanti per il turismo della Riviera e dell’intera Emilia-Romagna, con possibili ripercussioni economiche sulle attività ricettive e commerciali. Esiste poi un evidente impatto sul sistema scolastico. Dirigenti, insegnanti, personale Ata e collaboratori scolastici sono già impegnati nelle delicate attività preparatorie dell’avvio dell’anno scolastico. Anticipare l’apertura degli edifici significa aggiungere ulteriori incombenze organizzative e gestionali, con inevitabili ricadute anche sulle famiglie”.
Scuole aperte dal 31 agosto, summit con i presidi tra dubbi e perplessità. “Tanti i nodi da sciogliere”
Il consigliere regionale prosegue: “Non può inoltre essere ignorato il tema delle strutture. Molti edifici scolastici dell’Emilia-Romagna non dispongono ancora di sistemi di climatizzazione adeguati per affrontare le elevate temperature che caratterizzano gli ultimi giorni di agosto e le prime settimane di settembre. Prima di modificare il calendario occorre verificare se le scuole siano realmente in grado di garantire condizioni adeguate di permanenza e sicurezza per studenti e operatori”.
“Vi è poi il rischio di creare una disparità tra studenti. I grandi Comuni dispongono generalmente di maggiori risorse organizzative e servizi, mentre i piccoli Comuni e le aree periferiche potrebbero non essere nelle condizioni di offrire le stesse opportunità. La scuola deve garantire uguaglianza, non ampliare le differenze territoriali”.
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“Infine desta forte preoccupazione la possibile discriminazione tra scuole pubbliche e scuole paritarie. Dai dati raccolti emerge infatti che gli operatori del Terzo settore e i soggetti esterni coinvolti nella sperimentazione potrebbero essere utilizzati esclusivamente nelle scuole pubbliche, escludendo gli istituti paritari. Una scelta che non trova alcuna giustificazione e che rischia di creare studenti di serie A e studenti di serie B”.
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“Per queste ragioni ho chiesto alla giunta se intenda confermare per il futuro l’avvio delle lezioni al 15 settembre, valutando attentamente l’impatto della sperimentazione su famiglie, personale scolastico, organizzazione degli istituti, adeguatezza delle strutture e sostenibilità economica della misura. La scuola deve rimanere un luogo di formazione e crescita, non diventare l’ennesimo strumento utilizzato per supplire alle carenze di altri servizi” conclude Marcello.
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