Abruzzo

Scavalca la ringhiera del ponte “Maiella” (Scafa) e minaccia di lanciarsi nel vuoto: salvato dai carabinieri


Erano le 2.20 del 28 maggio quando è arrivata la chiamata al 112: sul ponte “Maiella”, nel Comune di Scafa, c’era un uomo e quell’uomo voleva togliersi la vita. A evitare il peggio, con un intervento coordinato, fatto di ascolto e pronto intervento, sono stati i carabinieri che sono riusciti a mettere in salvo il 30enne. A ricostruire quanto avvenuto è il Sim carabinieri Abruzzo e Molise (sindacato italiano militari carabunieri) con il segretario regionale, Gianluca Spaziani, che esprime il suo plauso a tutti i militari intervenuti annunciando l’intenzione di chiedere per loro un riconoscimento. 

All’arrivo della chiamata sul posto, lungo la strada statale 614, sono arrivati gli uomini delle compagnie di Popoli, Scafa e Lettomanoppello. Quella che si sono trovati davanti, spiega il sindacato, era una situazione drammatica: il 30enne aveva già scavalcato la ringhiera di protezione del ponte e si trovava in equilibrio precario su una tubazione in plastica, sospeso nel vuoto a oltre 15 metri d’altezza sopra il letto del fiume Lavino. Evidente il suo precario stato emotivo. 

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I militari con grande lucidità ed empatia hanno iniziato a parlare con lui. Per oltre venti minuti lo hanno ascoltato e rassicurato fino a quando, approfittando poi di un momento di esitazione, con un movimento fulmineo e coordinato, lo hanno afferrato saldamente e tirato di peso oltre la ringhiera, mettendolo in sicurezza. A quel punto a intervenire è stato il negoziatore dell’arma, il comandante della stazione dei carabinieri di Torre de’ Passeri, Alessio D’Alfonso. Suo il compito di gestire i momenti successivi al salvataggio, supportando i colleghi nella delicatissima opera di stabilizzazione psicologica del ragazzo e nella gestione dei familiari giunti sul posto in preda al panico. Riuscito a calmarlo, il giovane è stato affidato alle cure dei sanitari del 118 di Scafa e portato all’ospedale di Pescara. 

“L’esito positivo di questo drammatico intervento – commenta Spaziani – rappresenta la quintessenza dell’essere Carabiniere. I colleghi Giulio Ruggiero, Luigi Vinci, Cristian Marcelli e Alessandro De Pasquale non hanno esitato a mettere a rischio la propria incolumità per salvare una vita umana, dimostrando che il nostro lavoro richiede cuore, intelligenza emotiva e una straordinaria preparazione. Un plauso d’eccellenza va all’intervento del maresciallo maggiore Alessio D’Alfonso, che nel delicatissimo ruolo di negoziatore ha messo in campo quella professionalità specialistica e di altissimo livello che rende l’arma un punto di riferimento nei contesti più critici. A tutti loro – aggiunge – va l’abbraccio fraterno del Sim carabinieri. Chiederemo formalmente ai vertici dell’arma il giusto e meritato riconoscimento istituzionale per questo splendido esempio di dedizione al dovere”.


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