“Basta allarmismi, ora servono investimenti e certezze”

Due settimane di ferie per i lavoratori dello stabilimento Stellantis Atessa, chiuso per la pausa estiva fino al 17 agosto compreso. Ma attorno alla fabbrica di veicoli commerciali più grande d’Europa continuano le riflessioni, dopo la conclusione del ricorso agli ammortizzatori sociali e in vista del maxi investimento di un miliardo di euro annunciato dal ceo Antonio Filosa.
“Il 18 agosto lo stabilimento ex Sevel riprenderà la propria attività con un segnale importante – dice Amedeo Nanni, segretario generale Fim Cisl Abruzzo Molise – tutti i lavoratori rientreranno al lavoro grazie alla conclusione della cassa integrazione straordinaria. È un risultato concreto che restituisce piena operatività allo stabilimento e rappresenta un elemento di fiducia per migliaia di lavoratori e per l’intero territorio. Le prospettive produttive, almeno fino alla fine dell’anno, prevedono una produzione di circa 850 veicoli al giorno su tre turni. Numeri che confermano la centralità di questo stabilimento nelle strategie industriali del Gruppo, ma che devono essere accompagnati da investimenti e da una visione di lungo periodo. Come Fim Cisl ci aspettiamo che, già nelle prossime settimane, vengano illustrate nel dettaglio le attività previste per l’ammodernamento e l’innovazione delle linee produttive in vista del nuovo veicolo. Un investimento di un miliardo di euro non può rimanere solo un annuncio: deve tradursi rapidamente in cantieri, tecnologia, formazione e prospettive occupazionali”.
“Un miliardo di euro rappresenta il doppio delle risorse investite nel 2005 per l’avvio del modello che ha segnato la storia dello stabilimento – continua Nanni – Ci sono organizzazioni sindacali che dal 2012 (dopo il viaggio della speranza in Francia), puntualmente, annunciano la fine di questa realtà produttiva. Oggi, invece, siamo di fronte a un nuovo ciclo industriale che dimostra come questo sito continui a essere strategico. Ciò non significa che il nostro lavoro sia finito. Anzi, inizia una fase decisiva, soprattutto per le aziende dell’indotto. L’assegnazione delle nuove commesse sarà determinante e dovrà garantire continuità produttiva e occupazionale. Sarà necessario monitorare ogni scelta aziendale, pretendere il massimo coinvolgimento della filiera locale e favorire la diversificazione delle produzioni, affinché nessuna impresa e nessun lavoratore restino indietro. Il nostro compito sarà quello di vigilare, confrontarci con l’azienda e con le istituzioni e difendere il lavoro con serietà e determinazione. Meno allarmismi e più responsabilità. Meno propaganda e più fatti. I lavoratori hanno bisogno di certezze, investimenti e prospettive, non di chi da anni alimenta paure che la realtà ha puntualmente smentito”.
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