sarà il 17° albiceleste rossoblù

Finalmente anche il sonnolento mercato rossoblù esce dal letargo e batte un colpo di spessore, il secondo a livello generale di questa torrida estate 2026 dopo l’arrivo del terzino nigerino Alhassane. Stiamo parlando del 21enne mediano argentino dell’Estudiantes Mikel Amondarain, mezzala ma all’occorrenza anche regista davanti alla difesa, strappato dal Bologna alla concorrenza degli inglesi del Nottingham Forest e agli iberici del Betis Siviglia. Al club de La Plata 10 milioni più relativi bonus, mentre per il calciatore si parla di un lungo contratto fino al 2031. Visite mediche previste per l’inizio della prossima settimana.
Talento precoce
Dopo aver superato tutta la trafila con l’Estudiantes, Amondarain passa tra i grandi ancora giovanissimo e si fa subito notare: visione di gioco, buona tecnica e l’immancabile “garra” sudamericana i suoi punti di forza. Caratteristiche che gli consentono di restare in prima squadra nonostante l’inesperienza dettata dall’età. Nel 2026, tra Apertura, Libertadores e Copa Argentina ha giocato con la maglia dei “Los Pincharattas” in 23 occasioni per un totale di 1.680 minuti, trovando per ben 4 volte la via della rete.
A Bologna, nonostante l’esborso economico importante, dovrà comunque lottare per convincere mister Tedesco a concedergli un posto da titolare, dal momento che in rosa ci sono anche El Azzouzi, Ferguson, Pobega e Moro. Berna a parte, ormai inamovibile “numero dieci” in tutti i sensi, a centrocampo le gerarchie sono ancora tutte da stabilire e dunque saranno in cinque a giocarsi i due posti disponibili, con l’argentino ovviamente scalpitante.
Ennesimo tango rossoblù
Tanti, tantissimi i calciatori albiceleste passati da queste parti in quasi 120 anni di storia: addirittura diciassette. Non tutti, ovviamente, rimasti nel cuore dei tifosi rossoblù. Si va dai primissimi tre fratelli italo-argentini Badini agli inizi del ‘900, ai centravanti Giorgi Hugo (22 partite e 5 gol tra il 1947 e il 1949) e Humberto Maschio (13 timbri tra il ‘57 e il ‘59), per poi risalire fino ai più “moderni” Julio Cruz, Pablo Osvaldo, Franco Zuculini, Rodrigo Palacio e Nico Dominguez, in pratica la “colonia” che fece da ponte nel nuovo Millennio per gli sbrachi degli attuali Benjamin Dominguez e Santi Castro, due degli “eroi” della Coppa Italia 2025. Immancabile, come sempre, anche la lista delle meteore e dei casi particolari: insomma, si va da René Seghini (3 presenze nel 56-57) ad Andreas Guglielminpietro (21 apparizioni nel 2003/04, ma ricordato principalmente per il gol di mano realizzato contro l’Udinese), per poi passare al centrale Nehuen Paz (13 partite e una marcatura tra il 2018 e il 2021) e infine l’immancabile punteros Jonatan “El Churry” Cristaldo, attaccante che forse proprio meteora-meteora non lo fu e che, nella terribile annata 2013-2014, giocò 28 gare riuscendo a fare centro per 4 volte. Troppo poco per salvare quel bruttissimo e sgangherato Bologna dei tempi che furono.
Con Amodarain, dunque, la saga degli albiceleste in città si arricchisce di un nuovo (e speriamo avvincente) capitolo argentino. Le premesse per fare bene ci sono tutte, ora toccherà a lui dimostrare il suo reale valore…
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