Salute

Acciaio inossidabile, produttori Ue contro Bruxelles: “India favorita dalle quote”

Serviranno a poco le nuove regole sulle importazioni: il mercato europeo delle barre in acciaio inossidabile continuerà a essere cannibalizzato dall‘India. Questo sostengono i produttori europei, tra i quali diversi italiani, rimasti molto delusi dalla scelta dell’Ue di imporre una stretta pari al 27,3% dell’import alle aziende indiane, che in questa occasione hanno dimostrato la loro ottima capacità di fare lobby. Si aspettavano una quota più alta, anche perché – per via del complesso funzionamento di questo contingentamento – la contrazione delle importazioni dall’India si ridurrà a un -19,8% rispetto alle oltre 186 mila tonnellate entrate nel 2025. Una percentuale relativamente limitata.

Un gruppo di aziende europee – tra queste diverse italiane come Cogne Acciai – ha scritto a Maroš Šefčovič, commissario Ue per il Commercio e la Sicurezza economica. Il regolamento è stato comunicato il 29 giugno ed è entrato in vigore di fatto il 1 luglio. Tecnicamente, funziona così: ogni Paese importatore beneficia di una quantità riservata che può far entrare in Europa. Esiste però la possibilità di accedere a un contingente eccedente, che viene ripartito secondo il metodo “primo arrivato, primo servito”. La capacità produttiva dell’India le permetterà di essere l’unico Paese che potrà accedere a queste quote aggiuntive.

Ecco perché la riduzione effettiva delle importazioni sarà più vicina al 20% che al 27%. “Questo risultato – si legge nella lettera – appare difficilmente conciliabile con un altro obiettivo centrale del regime di salvaguardia: preservare un’autentica diversità delle fonti di approvvigionamento. Anziché favorire la diversificazione, consente a un fornitore che già domina l’utilizzo dei contingenti di accedere a un ulteriore volume di importazioni, riducendo al contempo le opportunità per i fornitori alternativi”.

Ben più colpiti sono la Svizzera e il Regno Unito. Dal Paese elvetico sono state importate nel 2025 circa 14mila tonnellate e ora subisce una riduzione del 41%. Dalla Gran Bretagna è stata importata una quantità pari a circa 10mila tonnellate, e ora si dovrà ridurre di oltre il 56%. Qual è invece la situazione dei nostri produttori? Per l’industria europea del settore, il 2025 è stato un anno molto difficile. Il primo trimestre 2026 segna una crescita negli Stati Uniti e in Asia, a fronte di una contrazione del 4,6% in Europa. Per questo speravano in una decisione più forte da parte dell’Unione europea nei confronti del concorrente indiano. I prodotti lunghi in acciaio inossidabile fanno parte di un mercato molto particolare, caratterizzato da un numero elevato di imprese. “Ci aspettavamo una riduzione molto maggiore, come avvenuto per i produttori di piani”, ha detto a Radiocor Massimiliano Burelli, amministratore delegato di Cogne Acciai Speciali.

“Da mesi – ha aggiunto – aspettavamo il rinnovo delle misure di salvaguardia. Ci sono state diverse interlocuzioni tra le singoli nazioni e la Commissione, comprese le associazioni, con l’obiettivo di livellare il campo di gioco. Abbiamo scritto questa lettera per manifestare la nostra insoddisfazione per le quote di free trade lasciate all’India. Con le quote di recupero la riduzione del 27,3% stabilita per l’India scende a meno del 20% (19,8%), differentemente da quanto succede con altre nazioni come Gran Bretagna e Svizzera”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »