Sardegna

Sant’Efisio e il viaggio in pickup, ecco come uno Fiat Strada ha sostituito i buoi – Cagliaripad.it

Il cammino di Sant’Efisio nella 370ª edizione della festa ha subito una variazione non di poco conto. Un’edizione segnata da un cambiamento significativo nel trasporto del simulacro, reso necessario dall’emergenza legata alla dermatite bovina che ha colpito diversi allevamenti del Sud Sardegna.

Per garantire lo svolgimento del rito in sicurezza, il simulacro è stato inizialmente portato in spalla dai fedeli e successivamente trasportato a bordo di un pickup. Una scelta logistica che ha permesso di preservare la tradizione, adattandola alle circostanze sanitarie.

Il mezzo

Il veicolo utilizzato non è uno qualsiasi. Si tratta di uno Fiat Strada del 2013, già protagonista nel 2020 durante le celebrazioni di San Gemiliano e della Madonna delle Grazie a Sestu, quando le restrizioni legate alla pandemia da Covid-19 imposero soluzioni alternative per mantenere viva la devozione popolare. Il mezzo appartenne a Luigi Meloni, figura storica per la comunità sestese, nonché presidente del Comitato di San Gemiliano, ed è stato messo a disposizione in pochissimo tempo dagli eredi.

A condurre il pickup, infatti, nel tratto da viale La Playa fino a Su Loi sono stati Emanuele Meloni, figlio di Luigi, e Alessandro Cossa, genero dello stesso. Gli stessi hanno guidato il mezzo anche durante il rientro verso Cagliari.

Il pickup è stato messo a disposizione a titolo completamente gratuito, confermando ancora una volta il forte legame tra tradizione, comunità e spirito di servizio.

Tradizione e adattamento

L’episodio rappresenta un esempio concreto di come le celebrazioni religiose possano adattarsi alle difficoltà senza perdere il proprio significato. Una soluzione pratica, ma anche simbolica, che unisce passato e presente nel segno della devozione.

Qualche critica si è levata per la modestia del mezzo, molto lontano dallo sfarzo del tradizionale carro con i buoi e certamente non uscito da un concessionario. La decisione è stata presa in poche ore e certo non c’è stato il tempo di organizzare un trasporto più curato. Ma alla fine, forse, è stato lo stesso Sant’Efisio a guidare la scelta.

Perché è proprio la sua modestia a renderlo adatto alla circostanza. Intanto c’è il richiamo all’edizione del ’43, la prima senza il carro, condotta da un vecchio furgoncino del latte. Inoltre, si può leggere anche un legame con la filosofia di Papa Francesco, il pontefice che ha attraversato il Covid e che ha riportato la Chiesa a un’immagine più vicina al popolo. Nota la sua scelta di girare con una vecchia utilitaria. Infine, un legame con il mondo agro-pastorale colpito dalla dermatite bovina, che grazie a mezzi come questo piccolo pickup lavora ogni giorno a testa bassa.

Vecchio, scarno e con le plastiche scolorite, ma tanto vicino alla quotidianità di chi oggi più di tutti ha bisogno di un intervento del Santo.

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