Sanità in Calabria: l’appello di Loiero per difendere cure a portata di tutti
«Le famiglie calabresi che sul territorio hanno difficoltà a essere curate, se dispongono di mezzi economici, corrono prevalentemente nelle regioni del nord a ricevere le cure occorrenti per il loro caso, impinguando così bilanci già pingui dei territori settentrionali. Si tratta, com’è evidente, di una minoranza. Anche se bisogna ammettere che la cifra spesa a tal fine nel corso del 2025, circolata in questi giorni sulla stampa, appare enorme. Oltre 300 milioni di euro. Le famiglie che non dispongono di mezzi economici adeguati, la grandissima maggioranza, non trovando una doverosa accoglienza nei nostri ospedali, con le loro interminabili liste d’attesa, e le varie insufficienze che 15 anni di commissariamento hanno dilatato a dismisura, rinunciano alle cure»
A sostenerlo è l’ex presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, in una nota.
L’ex governatore chiama a raccolta non solo i partiti ma tutte quelle forze civiche e sociali che vorrebbero un cambio di passo in Calabria sulle vicende della sanità. «Se le loro malattie sono gravi – prosegue – si lasciano lentamente morire. Si tratta di eventi dolorosi, che si consumano in silenzio a cui spesso la politica non dà peso anche se restano di un’inaccettabile gravità. Per offrire una testimonianza di verità – aggiunge Loiero – abbiamo deciso di vederci il prossimo 9 settembre al T-Hotel di Feroleto Antico. L’obiettivo è quello di affidare a un professore universitario di qualità come Domenico Cersosimo un’analisi sulle varie tematiche calabresi punteggiata in grande prevalenza da numeri, che solitamente non ingannano, sulla vera situazione in cui vive la nostra regione. Accanto a tale speranza ne nutriamo una seconda. Che molti calabresi possono essere presenti senza prendere la parola. Siamo infatti convinti che la testimonianza e la tensione civile in difesa del territorio dove siamo nati, possano esprimersi con la parola ma anche con la virtù del silenzio».
D’altronde il quadro che emerge dal monitoraggio 2024 dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), elaborato dal Ministero della Salute attraverso il Nuovo sistema di garanzia, è in chiaroscuro per la Calabria. Se da un lato migliora il giudizio sull’assistenza ospedaliera e resta sopra la soglia di sufficienza anche l’area della prevenzione, dall’altro il sistema sanitario regionale continua a pagare il pesante ritardo dell’assistenza territoriale.
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