Molise

Sanità di prossimità in Molise, l’Asrem spiega cosa cambia con le Case di comunità | isNews

Del nuovo assetto dell’assistenza si è parlato in un convegno sull’attuazione del cosiddetto DM 77


CAMPOBASSO. La ‘Sanità di prossimità in Molise” protagonista di un convegno a Campobasso, un momento di confronto cruciale sull’attuazione del DM 77 e sulle sfide che attendono il sistema sanitario regionale. tra innovazione organizzativa e integrazione multiprofessionale.

L’evento, rientrate nell’ambito delle attività della Card Molise, sotto la direzione scientifica di Tiziana Scellini e Giovanna Sansone, e che si è tenuto ieri alla Gil, ha delineato la strategia per trasformare il Molise in un modello di assistenza territoriale, capace di rispondere alle esigenze di una popolazione caratterizzata da un elevato indice di vecchiaia e da una complessa orografia.

“Prendersi cura, non solo curare – le prime parole del direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, durante il suo intervento – La sanità di prossimità è l’espressione di ‘vicinanza umana, relazionale e comunitaria’. L’obiettivo dichiarato è il superamento dell’idea dell’ospedale come unico centro della salute per costruire una rete territoriale che accompagni i cittadini, specialmente i più fragili, lungo tutto il percorso di vita. In una parola – ha sottolineato Di Santo – è una sanità che si prende cura, non solo che cura. E le Case della Comunità sono concepite proprio come il punto di riferimento continuativo per la popolazione. Attualmente sono operative pienamente le strutture di Venafro e Larino, con altre 11 attivazioni previste entro giugno 2026. Ospitano équipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale, infermieri, pediatri e assistenti sociali. Definite la ‘spina dorsale’ dell’integrazione, invece, le Cot coordinano la presa in carico del paziente tra i diversi setting assistenziali (ospedale, territorio, domicilio), garantendo continuità e appropriatezza delle cure. Gli ospedali di comunità, invece, sono destinati a ricoveri brevi per pazienti che non necessitano di assistenza ospedaliera acuta ma che non possono essere assistiti a casa”.

Immancabile, poi, un passaggio sulla digitalizzazione. Il Dg Di Santo ha evidenziato l’importanza della Telemedicina (televisite, teleconsulti e telemonitoraggio), per raggiungere le aree più interne e montane del Molise, come il Matese e il Fortore. Del resto, un punto centrale della nuova gestione Asrem è la governance basata sui dati.

“Attraverso un sistema informativo sviluppato in house – ha aggiunto il vertice dell’Asrem – l’azienda è ora in grado di mappare la domanda di salute in ognuno dei 136 comuni molisani, permettendo una programmazione mirata e una riduzione della mobilità passiva. I primi risultati mostrano già un incremento dei ricoveri erogati in regione e una maggiore attenzione all’appropriatezza dei percorsi chirurgici”

Nelle sue conclusioni, Di Santo ha rivolto un pensiero diretto ai cittadini: “Al cittadino non interessa sapere che cosa è sociale e che cosa è sanitario: ciò che importa è poter mantenere per sé e per i propri cari un sostegno adeguato. Di fronte alle sfide della longevità, della cronicità e della solitudine, la sanità molisana è chiamata a fornire risposte veloci e riferimenti precisi. Tutti noi siamo chiamati a intervenire prontamente per dare la risposta che la comunità merita”.

“Mentre lavoriamo con impegno per raggiungere gli obiettivi normativi e strutturali del DM 77 – ha rimarcato la dottoressa Tiziana Scellini, presidente della Card Molise e direttore del Distretto sanitario di Campobasso – sento il bisogno di ricordare che dietro ogni cantiere della casa della comunità e dietro ogni dato numerico, batte il cuore della nostra missione e la cura della persona. In sanità esiste una misura comune che ci rende tutti uguali: la fragilità. Essa non fa distinzioni di titoli o di ruoli, ma ci ricorda che siamo parte di un unico terreno comune, quello della nostra comunità. Il DM 77 non deve essere visto come un freddo manuale burocratico, ma come l’opportunità storica per rendere la sanità una ‘casa’ accogliente, capace di guardare oltre la cura di un organo per prendersi carico dell’anima e del contesto sociale di chi soffre. In questa sfida – ha concluso – l’innovazione tecnologica è preziosa, ma non potrà mai sostituire il calore di una mano stretta”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »