Giallo di Pietracatella, ripresi gli interrogatori: la cugina di Di Vita risentita in Questura | isNews
Gli investigatori della Squadra Mobile, guidati da Marco Graziano, hanno convocato oggi pomeriggio la parente che ospita il padre e marito di Sara e Antonella e la figlia maggiore. Intanto l’avvocato Facciolla ha nominato un tossicologo incaricato di approfondire la questione ricina
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, ripresi gli interrogatori di parenti e amici di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte per un sospetto avvelenamento da ricina.
Gli investigatori della Squadra mobile guidata da Marco Graziano questo pomeriggio, intorno alle 15.30, hanno convocato nuovamente in Questura la cugina di Gianni Di Vita, la familiare che ospita nella sua casa il padre e marito delle due donne morte e la figlia maggiore Alice. Dai giorni della tragedia, infatti, l’abitazione di Pietracatella della famiglia Di Vita è sotto sequestro e padre e figlia si sono spostati nella casa della donna. Che era già stata sentita dagli inquirenti nei giorni scorsi.
Con il nuovo interrogatorio di oggi i poliziotti della Mobile e la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che coordina il fascicolo di indagine per duplice omicidio, al momento contro ignoti, puntano a ricostruire le ultime ore che Sara e Antonella hanno trascorso prima di avvertire i malori che le hanno portato alla morte il 27 e il 28 dicembre. Forse per qualcosa di mangiato e bevuto la sera del 23 dicembre, quando a tavola c’erano Gianni Di Vita, sua moglie Antonella e la figlia Sara, l’altra figlia Alice fuori a cena con amici. Su quella cena, che finora era rimasta misteriosa, ha fatto chiarezza il nuovo legale di Gianni Di Vita.
“Non è assolutamente vero che Gianni Di Vita abbia vuoti di memoria – ha detto ieri il suo avvocato Vittorino Facciolla – ma ha elencato con precisione i cibi consumati la sera del 23 dicembre. Si trattava in gran parte di avanzi, in particolare cozze, giardiniera e insaccati”.
Intanto nella giornata di oggi Facciolla ha nominato un nuovo consulente. Si tratta del tossicologo forense Mauro Iacoppini, a cui sarà chiesto di approfondire la questione dell’avvelenamento da ricina. Visto che, da anticipazioni, l’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia ha accertato la presenza di tracce della sostanza nei campioni ematici di madre e figlia e in un capello di Antonella. Nessuna traccia, al momento, è stata invece trovata nel sangue di Gianni Di Vita.
Si tratta di alert verbali, gli accertamenti completi dovrebbero essere completati e consegnati nel giro di pochi giorni, mentre si attende anche il deposito dei referti delle autopsie svolte dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, che saranno preceduti dall’esame dei vetrini, in programma per il 29 aprile a Bari, alla presenza delle parti.
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