San Lorenzo in Campo, minacce e deliri contro il sindaco Dellonti. «Facciamo saltare il Municipio»
SAN LORENZO IN CAMPO- Dalle minacce agli insulti al sindaco di San Lorenzo in Campo Davide Dellonti, passando per delle frasi deliranti che prendevano comunque di mira il primo cittadino. È il contenuto di tre biglietti che sono stati trovati ieri mattina nello stand cassa della Pro loco, presso il parco di via Molino, dove sabato e domenica si è tenuta la manifestazione “Pizza in Piazza” che ha radunato tanta gente.
Cosa è successo
I bigliettini nello stand della Pro loco, dove è spuntata anche una svastica incisa nel legno, sarebbero stati lasciati nella notte tra sabato e ieri, quando l’evento era già terminato da qualche ora. Se ne sono accorti intorno alle 9 i volontari della Pro loco, che erano tornati sul posto per sistemare la location e preparare la seconda giornata di “Pizza in Piazza”. Sono stati gli stessi volontari a quel punto ad avvertire i carabinieri della locale stazione. Al parco si è precipitato quindi anche il sindaco Davide Dellonti, 41 anni, eletto primo cittadino per la terza volta consecutiva nel 2024.
Nei biglietti venivano riportate diversi frasi e con diversi livelli di intimidazione. Si andava dal classico “Cento promesse, zero fatti” agli insulti personali e di carattere politico a Dellonti, passato da poco in Forza Italia, fino alla minaccia più grave, seppur piuttosto confusa, di voler far saltare il Comune, e che prendeva di mira la stessa incolumità del primo cittadino e di chi in Municipio ci lavora. Le minacce al sindaco non si sono limitate a fare il giro del centro laurentino ma in poche ore sono rimbalzate via social e a livello politico lasciando tutti sgomenti e preoccupati e suscitando comprensibili reazioni di condanna e di solidarietà e vicinanza nei confronti del primo cittadino minacciato. Di fronte al vortice dei commenti e delle chiamate preoccupate, è stato poi lo sindaco a prendere posizione, per cercare di tranquillizzare quanti erano stati in apprensione per lui, tendendo a ridimensionare quando accaduto.
Il sindaco ricostruisce
«Sono stato alla festa fino a verso le 2 di notte – ha raccontato – poi la mattina mi sono alzato con questa notizia. Non è la prima volta che mi rivolgono minacce o insulti e, certamente, non fa mai piacere riceverne. Credo di avere la coscienza a posto e di fare ogni giorno il massimo per il mio paese e la comunità. Anche parlando con i carabinieri e analizzando il contenuto dei biglietti e la calligrafia, penso si possa parlare di semplici ragazzate. Nulla di più. Sono episodi comunque gravi e da condannare con fermezza. La denuncia scatterà d’ufficio o altrimenti la presenterò io». Ad indagare i carabinieri che oltre al sindaco hanno già ascoltato altre persone, per risalire agli autori.




