Samot, la dignità della vita e la vicinanza a chi soffre
Da quasi quarant’anni la Samot rappresenta uno dei punti di riferimento più importanti in Sicilia nel campo delle cure palliative domiciliari. Fondata a Palermo nel 1987 dal medico palliativista Giorgio Trizzino, la realtà del terzo settore è nata con una missione precisa: garantire dignità, qualità della vita e vicinanza umana alle persone affette da patologie cronico-degenerative e alle loro famiglie, soprattutto nella fase più delicata dell’esistenza.
In anni in cui le cure palliative erano ancora poco conosciute e i servizi dedicati ai malati inguaribili risultavano insufficienti, la Samot ha avuto il merito di intuire un bisogno profondo della società: prendersi cura della persona nella sua globalità, non limitandosi alla sola malattia. Da allora l’associazione ha contribuito in modo decisivo alla diffusione della cultura delle cure palliative in Sicilia e in Italia, diventando nel tempo una delle esperienze più autorevoli del settore.
Oggi il suo impegno prosegue sotto la guida del presidente Rosario Dell’Oglio e del direttore sanitario Giorgio Trizzino. L’attività della Samot si svolge principalmente al domicilio dei pazienti. È qui, nelle case, che prende forma un modello di assistenza costruito attorno ai bisogni concreti delle persone e delle famiglie. Medici palliativisti, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, dietisti, logopedisti, operatori socio-sanitari, volontari e assistenti spirituali lavorano insieme in equipe multidisciplinari per offrire un supporto continuo, competente e umano. Il cuore delle cure palliative è il controllo del dolore e dei sintomi, ma l’approccio della Samot va ben oltre l’aspetto clinico.
Ogni paziente viene accompagnato lungo il proprio percorso con attenzione alla dimensione psicologica, relazionale e spirituale. Accanto ai malati ci sono anche le famiglie, spesso chiamate a vivere momenti di forte fragilità emotiva e pratica. Per questo gli operatori non offrono soltanto prestazioni sanitarie, ma anche ascolto, orientamento, sostegno sociale e vicinanza quotidiana.
Nel tempo la Samot ha costruito una rete sempre più ampia sul territorio regionale, con sedi operative a Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta e Ragusa, oltre a centri di ascolto e servizi diffusi. Ogni giorno centinaia di professionisti raggiungono le abitazioni dei pazienti, consentendo a molte persone di restare nel proprio ambiente familiare anche nelle fasi più complesse della malattia. È una scelta che mette al centro la persona e il valore della casa come luogo di cura, relazione e affetti.
Negli anni la normativa italiana ha riconosciuto sempre più l’importanza delle cure palliative, dalla legge regionale siciliana del 1996 fino alla legge nazionale 38 del 2010, che tutela il diritto di accesso a questi servizi. In questo percorso la Samot ha avuto un ruolo da protagonista, contribuendo alla crescita di una disciplina oggi considerata fondamentale all’interno del sistema sanitario. L’istituzione della Scuola di specializzazione in Medicina e Cure Palliative, avviata nell’anno accademico 2021-2022, testimonia quanto questo settore sia diventato centrale nella medicina contemporanea. Ma i numeri e i riconoscimenti raccontano soltanto una parte della storia. La vera forza della Samot è racchiusa nella relazione quotidiana con i pazienti: nelle mani che alleviano il dolore, nelle parole che rassicurano, nella capacità di ascoltare paure e silenzi, nell’accompagnamento rispettoso verso il fine vita. È un lavoro fatto di professionalità e insieme di empatia, che richiede competenze elevate ma anche sensibilità, equilibrio e dedizione.
Non a caso, nel settembre 2024, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la sede palermitana della Samot, ringraziando operatori e volontari per un’attività che il Capo dello Stato ha definito «preziosa», capace di accompagnare le persone in uno dei momenti più difficili della vita. Un riconoscimento istituzionale importante, ai massimi livelli, che ha confermato il valore di un’esperienza diventata patrimonio sociale e sanitario della Sicilia e anche apprezzato a livello nazionale.
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