Toscana

Inaugurata la casa di comunità di Reggello. Giani: “Nuovi servizi e prima assistenza”

L’opera è costata 3 milioni e 292 mila euro. Ottocento metri quadri suddivisi su due livelli

Scritto da Walter Fortini, mercoledì 10 giugno 2026 alle 18:42

Il taglio del nastro ufficiale c’è stato nel pomeriggio, ma di fatto la nuova casa di comunità di Reggello, in provincia di Firenze, è già attiva da circa un mese, con l’ingresso all’interno degli specialisti. l’attivazione dei primi servizi sociosanitari di assistenza primaria e la diagnostica di base. Il tutto in una palazzina di nuova edificazione, due piani per quasi ottocento metri quadri, tra piazza Carlo Alberto dalla Chiesa e via della Secchieta, dove un tempo sorgevano altri locali che ospitavano la Croce azzurra e il comando di polizia municipale.

All’inaugurazione era presente il presidente della Toscana Eugenio Giani, accompagnato  dal direttore dell’Asl Toscana Centro  Valerio Mari e dal sindaco di Reggello Pietro Giunti. 

L’opera è costata 3 milioni e 292 mila euro, di cui due milioni e ottocentomila finanziati con il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza

Alla Casa di comunità i cittadini potranno rivolgersi per farsi assistere da un infermiere o per l’attività degli infermieri a domicilio. Sarà la struttura territoriale di riferimento per gli screening oncologici. Si potranno effettuare esami diagnostici di base oppure essere visitati da specialisti. Ci sarà il il servizio sociale che opererà in modo integrato con la componente sanitaria. SI potranno sbrigare pratiche amministrative e sarà attivo il Pua, il punto unico di accesso a cui rivolgersi per la presa in carico dei propri bisogni sociosanitari, in particolare di persone fragili, anziani e malati cronici, 

Alla casa di comunità ci saranno anche i medici di famiglia e ci sarà il Pir, il punto di intervento rapido che funziona come una sorta di mini pronto soccorso per codici minori e piccole emergenze, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e accessibile attraverso il numero 116117 oppure su richiesta del medico di medicina generale. L’auspicio è quello di poter decongestionare, in questo modo, il pronto soccorso dell’ospedale. 

In particolare al piano terra, accessibile da via della Secchieta, si trovano il Centro unico di prenotazione (Cup), il Punto prelievi, gli infermieri di famiglia e comunità, il Punto unico di accesso (Pua),  gli ambulatori specialistici di cardiologia e oculistica, l’ambulatorio di salute mentale per adulti, l’ambulatorio vaccinale e gli sportelli per l’attività ambulatoriale di consulenza e valutazione per attività fisica adattata e gli screening oncologici (come Pap test e punto di raccolta dei campioni per la ricerca del sangue occulto nelle feci).

Dell’entrata di piazza Dalla Chiesa si accede al Punto di intervento rapido (Pir), alla continuità assistenziale (quella che un tempo era la guardia medica, attiva notte, prefestivi e festivi), al servizio sociale e all’ambulatorio specialistico di geriatria, oltre a spogliatoi per il personale, sala riunioni e locali di supporto (archivio e depositi).

“Con le case di comunità mettiamo a disposizione dei cittadini presidi sanitari di qualità per la prima assistenza – dichiara il presidente Giani – È il caso della struttura di Reggello che inauguriamo oggi, con i suoi i servizi sociosanitari di assistenza primaria, le attività specialistiche, la diagnostica di base e cinque ambulatori per medici di famiglia”. “Il cittadino e paziente  – spiega – qui potrà trovare risposte ai propri bisogni di salute. Se il proprio medico di famiglia non è raggiungibile o in servizio troverà chi lo potrà sostituire. Il medico potrà consultarsi anche con uno specialista o far effettuare i primi esami. Ci sarà anche l’infermiere di famiglia. Di fatto chi si recherà in una casa di comunità non uscirà solo con delle ricette in mano ma con una prima risposta e presa in carico rispetto al proprio bisogno”. 

“La struttura – sottolinea il direttore generale della Asl, Valerio Mari – è collocata al centro di un sistema di case della comunità spoke, nei comuni di Greve e San Casciano, che la rende baricentrica”. “L’integrazione dei servizi, la condivisione delle risorse e la collaborazione tra i professionisti coinvolti che si realizzano al suo interno – aggiunge – favoriranno il collegamento anche con le altre case della comunità Hub nella zona fiorentina sud est, come Figline e Pontassieve, andando a realizzare la creazione di una rete territoriale condivisa”.

“Entro la fine di giugno – conclude Giani  – apriremo, come programmato, le settanta case di comunità finanziate con i fondi del Pnrr, il segno concreto della riorganizzazione del servizio sanitario pubblico messo in atto dalla Regione grazie un grande lavoro di squadra con gli amministratori del territorio per dare risposte di qualità ai diritti e ai bisogni di salute dei cittadini”.

(in collaborazione con Paola Baroni – ufficio stampa Asl Toscana Centro) 


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