Sicilia

Salvatore Verga è stato trasferito nello stesso carcere di Riina e Messina Denaro

Filippo Graviano, Leoluca Bagarella, Totò Riina, Matteo Messina Denaro. Dopo i boss più sanguinari di Cosa nostra (e non solo), anche Salvatore Verga finisce in una cella di massima sicurezza del carcere delle Costarelle all’Aquila, il più grande e importante istituto di massima sicurezza in Italia per la gestione del regime di detenzione duro: il 41 bis.

Il capo della banda del kalashnikov che ha messo a ferro e fuoco il mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo a colpi di fucile d’assalto e incendi, è stato trasferito dal carcere di Oristano in Sardegna, dove da inizio mese – come anticipato dal Giornale di Sicilia – era già al 41 bis. Ha già trascorso la prima settimana dietro le sbarre sorvegliate 24 ore su 24 dagli uomini del Gom, il Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria.

Si inasprisce dunque la detenzione del narcotrafficante non più a questo punto un semplice capo di una banda. Le indagini della Dda, coordinate dalla Procura, starebbero certificando un profilo più complesso.

Verga per tre anni ha organizzato e controllato il business della droga allo Zen e nell’ultimo anno il pizzo dal carcere di Trani, nel quale era detenuto dal 2019. Tutto attraverso gli smartphone, gliene sono stati trovati e sequestrati nove in totale, che dal 2023 gli hanno consentito di dare ordini diretti ai suoi alfieri: «Deve bruciare tuttooooo» scriveva a Rosario Piazza, 19 anni, suo uomo di raccordo allo Zen per le intimidazioni. «Sei sicuro che quelle munizioni siano corrette?» chiedeva invece a chi gli aveva venduto l’arsenale e gli forniva i proiettili…

L’articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell’edizione digitale.


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