Salute mentale a Perugia, il futuro dei tre centri al centro del dibattito politico

La riforma del sistema di assistenza per la salute mentale, che appare sempre di più come un ridimensionamento, continua a essere oggetto di aspro dibattito politico. Dopo la nota del consigliere regionale Giambartolomei che paventava la riduzione delle strutture sanitarie di questo tipo a Perugia, era arrivata la pronta replica della sindaca Vittoria Ferdinandi che, però, non aveva fatto molta chiarezza sul progetto di Palazzo Donini sui centri di salute mentale, con il Pd perugino che non aveva smentito. E adesso interviene la consigliere comunale Elena Fruganti: Il Partito democratico di Perugia, principale forza politica della coalizione che sostiene Vittoria Ferdinandi, smentisce clamorosamente la sindaca. Mentre Ferdinandi aveva liquidato con sufficienza la nostra denuncia, ironizzando sulla presunta “improvvisa attenzione” del centrodestra per la salute mentale, oggi il suo stesso partito riconosce che il futuro dei tre Centri di via XIV Settembre, Bellocchio e Ponte San Giovanni rappresenta un problema reale e chiede che vengano salvaguardati” dice Fruganti.
La consigliere, tornando sulla riorganizzazione prevista dal Piano regionale per la salute mentale, denunciata insieme al consigliere regionale Matteo Giambartolomei, prosegue: “La contraddizione politica è ormai impossibile da nascondere. Ferdinandi aveva sostenuto che la nostra sensibilità fosse emersa ‘soltanto adesso’ e che qualcuno avesse ‘finalmente’ scoperto l’importanza della salute mentale. Parole caratterizzate da una supponenza francamente fuori luogo, con le quali la sindaca aveva tentato di delegittimare chi aveva semplicemente letto gli atti e portato alla luce le conseguenze delle scelte compiute dalla giunta regionale di centrosinistra”.
Per Fruganti la sindaca “anziché rispondere nel merito della possibile chiusura delle tre attuali sedi e del passaggio da tre a due Centri, aveva preferito impartire lezioni all’opposizione e ostentare ripetutamente la propria esperienza professionale nel settore. A distanza di pochi giorni, però, è il Pd perugino a confermare la fondatezza del problema che avevamo sollevato. Evidentemente non era affatto tutto così chiaro e sotto controllo”.
La consigliera ricorda che ha “lavorato per quindici anni come docente di sostegno, confrontandomi direttamente con il benessere psicologico degli studenti e con le difficoltà delle loro famiglie. Non per questo pretenderei mai di utilizzare la mia esperienza pregressa come un lasciapassare politico, per chiedere carta bianca o sottrarmi al confronto sugli atti. Nessuna competenza professionale personale, fosse anche la più autorevole, può costituire da sola una garanzia sul buon operato di un sindaco o sostituire la verifica delle decisioni amministrative”.
Per quanto riguarda la salute delle persone, “servono trasparenza, responsabilità e risposte concrete. Spostare il confronto dal contenuto del Piano alla propria esperienza personale è stato un modo per non rispondere alla domanda fondamentale: perché il documento regionale prevede il superamento delle tre attuali sedi e la concentrazione dei servizi in due strutture? – conclude Fruganti – Ora Ferdinandi e il Pd perugino chiariscano quale sia la posizione della maggioranza che governa Perugia. Se anche il Pd ritiene che i tre Centri debbano essere mantenuti, la sindaca smetta di minimizzare e apra un confronto con la giunta regionale sostenuta dal suo stesso schieramento. Noi abbiamo sollevato il problema; Ferdinandi ha risposto con arroganza e lezioni; il principale partito della sua coalizione ha dimostrato che avevamo ragione. Adesso servono atti concreti”.
Source link




