Abruzzo

sale a 18 il numero degli animali trovati senza vita nel Parco della Maiella, è allarme


Sale a 18 il numero degli animali trovati senza vita nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Dopo i lupi rinvenuti nei giorni scorsi, al tragico bilancio si aggiungono tre volpi e una poiana, come confermato da Legambiente, che definisce l’accaduto “un attacco senza precedenti alla fauna selvatica protetta”.

 

Dall’associazione arriva “il pieno sostegno e la massima solidarietà al Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise. Il ritrovamento in queste ore di altri lupi morti, tra Pescasseroli, Bisegna e Barrea, con un bilancio che sale a 18 esemplari morti, insieme al ritrovamento di tre volpi e una poiana, è un fatto gravissimo e un attacco senza precedenti alla fauna selvatica protetta. Si tratta della pagina più brutta del nostro Paese e una vergogna nazionale, che mina anche il lavoro di tutela e conservazione della biodiversità portato avanti in questi anni con impegno, rigore scientifico e passione dal Parco nazionale tra i più antichi d’Italia”. 

 

“Il Governo esca dal suo silenzio – dice Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – invece di alimentare un sentimento e politiche anti-lupo e anziché perdere tempo con la calendarizzazione in parlamento di disegni di legge come il 1552 fortemente peggiorativi sulla tutela della fauna e degli animali selvatici, si mobiliti a sostegno della tutela di questa specie protetta e si confronti e dia supporto al Parco nazionale. Per questo chiediamo al Governo e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di convocare con urgenza, a Pescasseroli, un tavolo nazionale coinvolgendo il Parco, le autorità preposte all’indagine, i comuni ricadenti nell’area protetta e le tante associazioni e realtà che da anni operano sul territorio e per la tutela della natura. La giustizia fai da te e l’utilizzo delle esche avvelenate, che è al momento è l’ipotesi più accreditata per la morte dei vari esemplari, è un atto vile e da codardi, che nuoce alla biodiversità ma anche alla sicurezza dell’intero territorio e a un Parco che vanta oltre cent’anni di storia in difesa della natura. Oggi è toccato a lupi, e in pochi giorni, anche ad altre specie come volpi e rapaci, domani potrebbe toccare all’orso bruno marsicano”, conclude.

 


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