Politica

Le tre scuse di Salvini per rinnovare l’abbonamento a Sky calcio

di Riccardo Capanna

Mentre sui trasporti italiani incombono ritardi biblici, sabotaggi, chiodi, Lollobrigida e le dieci piaghe d’Egitto, in una nota dell’ufficio di gabinetto del ministro Salvini compare “l’esigenza di procedere al rinnovo dell’abbonamento per l’anno 2026” al pacchetto “visione+sport+calcio” della pay-tv Sky. Il costo è di 1.188 euro, una briciola – lo 0,00005% del Pil, una spesa pari a 0,003 centesimi per ogni contribuente –, però pur sempre una spesa pubblica. Non appena il quotidiano Domani fa uscire la notizia, il Ministero precisa additando tre scuse che fanno rimpiangere la notizia: delle toppe peggiori del buco.

Prima scusa: il gabinetto (quale luogo migliore) ha “semplicemente rinnovato servizi già presenti in passato, prima dell’arrivo di Salvini e prima dell’attuale governo”. Allora, a maggior ragione se vuole cambiare le cose il nuovo ministro – che, per inciso, sta lì da quattro anni – potrebbe (e dovrebbe) chiudere l’abbonamento.

Seconda scusa: l’abbonamento è stato sottoscritto “su iniziativa degli uffici e con alcuni approfondimenti alla luce delle Olimpiadi Milano-Cortina”. Che, oltre ad essere avvenute sotto questo governo e non sotto i precedenti che avrebbero contratto l’abbonamento, sono state trasmesse dalla Rai che già paghiamo noi contribuenti con il canone (da oggi sostituito dal canone Sky-Salvini). Se poi il Ministero voleva approfondimenti sui Giochi olimpici, bastava che ce lo chiedesse e noi gli avremmo spiegato la condizione della pista da bob di Cortina: l’impianto che Salvini paragonò alla cupola del Brunelleschi, costato 133,6 milioni dacché ne erano stati inizialmente previsti 47, il cui mantenimento, secondo la società di consulenza Kpmg, costerà 600-640 mila euro di deficit annuo alla Regione Veneto, ha già subito danni per centinaia di migliaia di euro, come contestato dal Comune, tant’è che non si è potuto tenere il Campionato italiano degli sport di scivolamento.

Terza scusa: il ministro, “determinato a reagire” alle fake news, “ha un regolare abbonamento televisivo che paga di tasca propria e utilizza a casa”, che è l’”unico luogo, oltre allo stadio, dove il ministro guarda le partite del Milan”. Il che, a prescindere dalle riprese dalle sue stesse dirette TikTok che lo smentiscono, è anche peggio: se Salvini non lo usa, perché il Ministero avrebbe dovuto sottoscrivere un abbonamento? Chi è che lo usa? Ma i funzionari ministeriali non indaghino su questo: pagheremmo non solo Sky, ma anche Dazn, Netflix e qualunque altra cosa al ministro Salvini, purché stia sempre incollato alla tv e smetta di occuparsi di politica, di infrastrutture e di trasporti.

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