Ryanair resiste al caro petrolio: “Tariffe giù, 2027 incerto”
ROMA – Volare con Ryanair a maggio e giugno costerà cifre ragionevoli. La compagnia aerea irlandese proporrà tariffe più basse tra il 4 e il 6% (rispetto a un anno fa). E nei mesi caldi di luglio, agosto e settembre i prezzi saranno stabili (sempre rispetto all’estate 2025) invece di aumentare come capita a ogni estate.
Le persone – spiega Ryanair – hanno ancora voglia di volare. Ma il clima di paura – effetto della guerra in Medio Oriente – fa sì che le prenotazioni non arrivino più con largo anticipo, anzi. A volte vengono fatte soltanto pochi giorni prima del decollo. Una richiesta di voli prudente impedisce al vettore di spingere le tariffe verso l’alto, come vorrebbe.
In un clima così incerto, il gruppo Ryanair non vuole rinunciare all’esperienza del suo amministratore delegato. La compagnia irlandese si prepara a rinnovare il contratto di Michael O’Leary – che ha 65 anni – fino al 2032.

I passeggeri trasportati
Al manager sarà riconosciuta un’opzione su altri 10 milioni di azioni di Ryanair per un valore teorico di 274,2 milioni. O’Leary potrà esercitare l’opzione e prendere le azioni a patto che il gruppo raggiunga forti progressioni soprattutto nell’utile.
Nell’ultimo bilancio annuale – che va da aprile 2025 fino a marzo 2026 per gli irlandesi – i profitti sono andati bene per Ryanair. La compagnia porta a casa un utile dopo le tasse di 2,26 miliardi, al netto delle partite straordinarie. È il 40% in più rispetto agli 1,61 miliardi dell’anno prima. Agli azionisti andrà dunque un dividendo da 0,195 per azione (pagabile a settembre).
Anche il fatturato decolla – dell’11% – fino a quota 15,54 miliardi. I passeggeri trasportati salgono infine a 208,4 milioni, del 4%, malgrado i ritardi nelle consegne degli aerei Boeing comprati.


Il cherosene
Confortata da un indebitamento prossimo allo zero, Ryanair guarda al prossimo anno finanziario – che va da aprile 2026 fino a marzo 2027 – con un grande paracadute già aperto e alcuni venti avversi. Sul fronte del caro cherosene, il vettore irlandese è meno esposto di molti concorrenti.
Grazie a contratti di protezione, Ryanair ha già bloccato l’80% del carburante necessario a un prezzo garantito di 67 dollari al barile. Questo significa che, per la parte coperta (l’80%), la compagnia continuerà a pagare molto meno del prezzo di mercato. Ed è un vantaggio notevole.
Ma non è uno scudo totale. Una porzione del 20% resta fuori dalle “assicurazioni”; quindi risentirà di nuove possibili fiammate dei prezzi (ieri il barile costava 163 dollari). All’incognita cherosene, si aggiungeranno i costi ambientali effetto delle puntuali norme Ue contro le emissioni inquinanti. Nel prossimo bilancio, la bolletta verde di Ryanair si spingerà fino a 1,4 miliardi di euro.
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