Trentino Alto Adige/Suedtirol

Rubano negli hotel di lusso e speronano l’auto dei carabinieri

Hanno tentato di fuggire imboccando l’A22 dopo una serie di furti in hotel di lusso tra val Pusteria e Burgraviato, ma la corsa si è conclusa con un violento speronamento contro un’auto dei carabinieri al casello di Varna. Tre uomini di origine albanese sono stati arrestati dai militari della compagnia di Bressanone al termine di un’operazione ad alta tensione che ha lasciato feriti anche due carabinieri. Secondo la ricostruzione dell’Arma, i tre stavano viaggiando a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta dopo aver appena messo a segno due furti in albergo a Naz-Sciaves. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile avevano predisposto un posto di blocco al casello autostradale di Varna per impedirne la fuga. Alla vista dell’alt, però, il conducente avrebbe accelerato improvvisamente cercando di aprirsi un varco e andando a colpire frontalmente una pattuglia.

L’impatto è stato molto violento e ha causato gravi danni ai mezzi coinvolti, ma i militari sono comunque riusciti a bloccare i tre uomini dopo una colluttazione. Durante il fermo due carabinieri sono rimasti feriti.  All’interno dell’auto gli investigatori hanno trovato una notevole quantità di refurtiva composta da gioielli e denaro contante, oltre ad attrezzi da scasso e vestiti utilizzati, secondo gli inquirenti, per travisarsi durante i colpi. Le indagini successive hanno permesso di attribuire alla banda anche altri furti avvenuti nei giorni precedenti in strutture ricettive di Badia, Chienes e Scena. Gli investigatori parlano di un gruppo organizzato, con un modus operandi preciso e obiettivi individuati soprattutto tra hotel di fascia alta.  

I tre arrestati sono accusati di furto aggravato continuato in concorso, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Il gip del Tribunale di Bolzano ha convalidato gli arresti confermando la custodia cautelare in carcere. Per uno dei componenti del gruppo è inoltre emerso un ordine di carcerazione pendente emesso dalla Procura di Novara per altri reati commessi in Piemonte. Secondo quanto riferito dai carabinieri, l’uomo sarebbe riuscito finora a evitare l’arresto utilizzando un nome falso.  

A margine dell’operazione, l’Arma ha sottolineato anche l’importanza dei sistemi di videosorveglianza installati negli alberghi colpiti. Le immagini registrate dalle telecamere hanno infatti contribuito in modo decisivo all’identificazione dei sospettati.

✍️ Alan Conti 







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