Roma è al fianco di chi lotta per la libertà
Un colloquio intenso, volto a dare voce a chi, in Iran, sfida quotidianamente la repressione per rivendicare diritti fondamentali.
Il Sindaco Roberto Gualtieri ha incontrato oggi l’attivista Parisa Nazari, figura di riferimento del movimento di mobilitazione civile, insieme alle studentesse Sayedeh Faezeh Hosseini e Shiva Boroumand Lari.
Testimonianze di coraggio e dolore
Racconti diretti, senza filtri, di una repressione che non arretra. Arresti, intimidazioni, violenze sistematiche contro chi chiede libertà, diritti, democrazia.
Testimonianze che Gualtieri ha ascoltato una a una, definendole cariche di dolore e coraggio, e che hanno restituito il quadro di un Paese dove anche la parola è diventata un atto di resistenza.
Dal Campidoglio è arrivato un messaggio politico netto. Roma, ha ribadito il sindaco, non intende limitarsi a osservare.
La Capitale rivendica il suo ruolo di città aperta, di spazio pubblico che accoglie e protegge chi è costretto a cercare altrove la possibilità di esprimersi.
Un impegno che si traduce nel sostegno alle comunità iraniane presenti sul territorio, nell’attenzione istituzionale e nel mantenere alta la pressione internazionale sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime.
Appuntamento venerdì in piazza
Non solo parole. L’incontro ha anche preparato il terreno alla manifestazione prevista per venerdì in piazza del Campidoglio, che si annuncia come un momento simbolico ma concreto di solidarietà.
Una piazza che tornerà a essere palco civile, per riaffermare il legame tra Roma e chi, dall’Iran, continua a sfidare la repressione a mani nude.
«Roma è una città aperta — ha scandito Gualtieri — e sta dalla parte di chi lotta per la propria dignità».
Un’affermazione che, nelle sale del Campidoglio, ha assunto il peso di una presa di posizione politica chiara, in un tempo in cui il silenzio rischia di diventare complicità.
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