Calabria

Risate e incitamenti durante le violenze, così agiva la gang del terrore di Melicucco

«Risate e incitamenti» accompagnavano i video che documentavano le violenze della cosiddetta gang del terrore, smantellata dai carabinieri a Melicucco con tre arresti ai domiciliari e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi.

Violenze filmate e condivise

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo non si limitava a compiere aggressioni, ma le trasformava in uno spettacolo. I video documentano pestaggi, vessazioni e atti degradanti, mentre le immagini venivano registrate e diffuse, diventando uno strumento di affermazione e dominio all’interno della stessa cerchia.

Un atteggiamento che, secondo gli inquirenti, evidenzia una preoccupante dinamica: la violenza non solo esercitata, ma esibita, accompagnata da commenti e reazioni che ne amplificavano il significato.

Un’escalation senza limiti

I pm contestano reati gravi, tra cui associazione per delinquere, sequestro di persona, atti persecutori, violazione di domicilio, fabbricazione e detenzione di armi – comprese bottiglie incendiarie – e uccisione di animali.

Le indagini hanno accertato che le vittime venivano ferite con materiale incendiario e petardi, ingannate con modalità pericolose e colpite con aggressioni improvvise anche in luoghi pubblici. Documentata anche la realizzazione e l’esplosione di ordigni artigianali in aree isolate.

Paura e isolamento delle vittime

Per lungo tempo le persone coinvolte sarebbero rimaste in silenzio, paralizzate dal timore di ritorsioni e dall’umiliazione subita. Una condizione che le avrebbe spinte a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, fino all’isolamento.

“Totale assenza di empatia”

Nelle chat e nei materiali acquisiti gli indagati esibivano armi, tra cui fucili e pistole, utilizzando espressioni riconducibili a logiche di controllo del territorio. Nel fascicolo sono stati documentati anche episodi di vandalismo ai danni del patrimonio pubblico.

Descrivendo il gruppo, gli inquirenti parlano di «totale assenza di empatia». Un elemento confermato anche da uno dei video sequestrati, in cui gli indagati si accaniscono con crudeltà su un animale, mentre intorno si registrano risate e incitamenti.


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