“Violenza quasi gratuita e senza movente”: l’allarme del procuratore Crescenti sull’inchiesta “Marijoa” nel Reggino
«Violenza quasi gratuita e senza un reale movente economico». Sono le parole del procuratore della Repubblica di Palmi, Emanuele Crescenti, che fotografano il quadro emerso dall’inchiesta «Marijoa», che vede complessivamente 14 persone indagate.
Tre di loro, Salvatore Carbone, 22 anni, di Polistena; Francesco Bono, 22 anni, di Melicucco; Francesco Oppedisano, 21 anni, di Cinquefrondi, sono finiti ai domiciliari, mentre altri due 22enni sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per cinque e tre giorni a settimana.
Le indagini e le difficoltà investigative
L’inchiesta, coordinata dalla Procura guidata da Emanuele Crescenti e condotta dai carabinieri del gruppo di Gioia Tauro e della stazione di Melicucco, ha fatto emergere uno scenario definito dallo stesso procuratore «complesso», anche perché avviato quando alcuni degli indagati erano ancora minorenni.
«È stata un’attività approfondita, lunga e anche difficile – ha spiegato Crescenti – non solo sotto il profilo repressivo, ma anche territoriale», evidenziando la presenza di «una ritrosia timorosa alla collaborazione con le autorità», che non ha comunque impedito agli investigatori di superare le resistenze.
Azioni senza vantaggi e diffuse sui social
Secondo quanto ricostruito, le azioni del gruppo non erano finalizzate a un guadagno. «Non c’è un ritorno criminale – ha sottolineato Emanuele Crescenti – ma un forte bisogno di imporsi sul territorio e di esibirsi, anche sui social».
Un elemento ritenuto particolarmente allarmante è proprio la natura degli episodi: «Sono azioni che non hanno alcun vantaggio, se non quello di essere filmate», ha aggiunto il procuratore.
“Mancanza di consapevolezza”
A preoccupare è anche la scarsa percezione della gravità dei comportamenti. «Quello che sorprende – ha concluso Emanuele Crescenti – è la mancanza di consapevolezza del disvalore delle proprie azioni. Restano quasi stupiti, come se si trattasse di uno scherzo».
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