Riorganizzare la fondazione Arezzo Comunità. Basta vecchie logiche nelle nomine delle partecipate

Intervento di Azione Arezzo, in particolare del candidato a sostegno di Marco Donati sindaco Alberto Cruciani, sulla fondazione del Comune “Arezzo Comunità”. Si tratta di una “buona intuizione ma va riorganizzata. Basta vecchie logiche nelle nomine delle partecipate”, dice Cruciani.
Il capolista di Azione aggiunge: “Con un bilancio di 200mila euro e un solo dipendente all’attivo, la Fondazione fatica a dialogare con il territorio come dovrebbe. Serve un cambio di passo radicale. Il mondo dell’associazionismo aretino ha bisogno di un’amministrazione proattiva, capace di farsi facilitatrice e non semplice erogatrice distante”.
“Arezzo Comunità– aggiunge Cruciani – è stata un’ottima intuizione, nata per riunire e aiutare le realtà associative del territorio, affiancandosi al lavoro del Cesvot”. Tuttavia, il capolista di Azione evidenzia “un forte limite strutturale e organizzativo” che frenerebbe la vera missione dell’ente.
“Oggi la Fondazione rischia di essere un’occasione a metà, essendosi arroccata su se stessa. Analizzando i dati di bilancio, parliamo di un ente da circa 200mila euro, sostenuto per circa il 60% dagli introiti comunali. Il vero cortocircuito organizzativo è che al suo interno vi è una sola figura di personale dipendente. Con queste risorse umane è inevitabile che l’ente fatichi ad andare fisicamente sul territorio per allargare la platea, mappare le piccole realtà e coinvolgerle. Comprendo le difficoltà economiche nell’assumere nuovo personale, considerato che aumenterebbero i costi di gestione di una fondazione già complessa da mantenere – conclude l’architetto –. Ma qui deve esserci un cambio di passo da parte del Comune. Dobbiamo sbloccare la città”.
Cruciani parla poi del recente rinnovo di alcune figure dirigenziali e di vertice in scadenza all’interno degli enti partecipati e delle strutture collegate all’amministrazione comunale.
“Nel pieno rispetto delle prerogative dell’attuale amministrazione, riteniamo che su incarichi strategici serva maggiore attenzione a tempi e modalità, evitando scelte che limitino l’azione della futura amministrazione. Le istituzioni devono garantire continuità, certo, ma anche lasciare margini di valutazione a chi sarà chiamato dai cittadini a governare la città nei prossimi anni.”
Per Azione, il tema non è mettere in discussione le persone, ma riaffermare un principio di buona amministrazione. “Serve più trasparenza e meno logiche di chiusura: Arezzo ha bisogno di strutture dinamiche, capaci di sostenere una nuova visione di città.”
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