Mattarella e Meloni a Gemona celebrano il “modello della rinascita”
Gemona, come luogo simbolo di tutto il Friuli, si ferma per ricordare, ma soprattutto per onorare una ricostruzione che ha fatto storia. Nel cinquantesimo anniversario del sisma che nel 1976 sconvolse la nostra terra, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno reso omaggio a un popolo che ha saputo rialzarsi con dignità e visione.

Il ricordo al cimitero
La giornata si è aperta con un momento di profondo raccoglimento al cimitero di Gemona. Accompagnati dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dal sindaco di Gemona Roberto Revelant, Mattarella e Meloni hanno deposto una corona di fiori davanti al monumento che ricorda le vittime. Un minuto di silenzio ha rotto la quiete del mattino, unendo idealmente il Paese nel ricordo di quelle quasi mille vite spezzate dall’Orcolat.

Il monito di Mattarella
Il cuore istituzionale della commemorazione si è poi spostato al Teatro Sociale, dove si è tenuta una seduta straordinaria del Consiglio regionale, alla presenza dei ministri Giancarlo Giorgetti e Luca Ciriani. Il presidente Sergio Mattarella ha espresso parole di profonda ammirazione per la reazione della popolazione locale: “I friulani seppero rispondere con determinazione e grande energia. Viene da pensare che il concetto di resilienza trovi qui la sua radice”. Il Capo dello Stato ha ricordato come la tenacia abbia prevalso sulla distruzione, permettendo ai borghi di essere ricostruiti “dove erano e come erano”. Tuttavia, Mattarella ha lanciato anche un monito per il futuro, sottolineando che oggi non bisogna limitarsi alla mitigazione degli effetti delle catastrofi naturali, ma è necessario, “per quanto possibile, prevenirli”.

La lezione del Friuli per Meloni
Sulla stessa linea la premier Giorgia Meloni: “I friulani sono riusciti a trasformare una tragedia nel miglior modello di ricostruzione che l’Italia abbia mai riconosciuto”. Ricordando il buio di quella notte, la presidente ha definito quella lezione di efficienza un punto di riferimento nazionale.

Il valore dell’autonomia per Fedriga
Il governatore Massimiliano Fedriga ha definito il “Modello Friuli” una bussola politica, citando la celebre gerarchia morale che guidò i padri della ricostruzione: “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”. Una scelta che ha permesso di evitare lo spopolamento e ricostruire comunità vive. Fedriga ha poi rivendicato il valore dell’autonomia come responsabilità e capacità di decidere vicino ai territori.

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