Riforma disabilità, domanda per il Progetto di vita: attivi i nuovi servizi INPS. Requisiti, province coinvolte e come presentare l’istanza

L’INPS ha attivato due nuovi servizi digitali dedicati al Progetto di vita previsto dalla riforma della disabilità.
Le istruzioni sono contenute nei messaggi n. 2550 e n. 2551 del 4 agosto 2026 e riguardano, in questa fase, le persone residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione.
Attraverso il Sistema Informativo Salute, Disabilità e Anziani (SISDA) è possibile trasmettere l’istanza per l’avvio del percorso. Gli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali potranno invece consultare le richieste di propria competenza e avviare la valutazione multidimensionale necessaria per la definizione del Progetto di vita.
Cos’è il Progetto di vita
Il Progetto di vita viene costruito sulla base dei bisogni, delle aspettative e degli obiettivi della persona con disabilità e punta a coordinare interventi, servizi e sostegni nei diversi ambiti della vita.
Con la domanda, la persona interessata chiede all’INPS di trasmettere la documentazione all’Ambito Territoriale Sociale competente per il Comune di residenza, oppure all’altro ente individuato dalla normativa regionale. Sarà poi l’ATS a contattare l’interessato per avviare il procedimento.
La presentazione dell’istanza non comporta automaticamente l’approvazione del Progetto di vita: la definizione resta infatti di competenza dell’Ambito Territoriale Sociale ed è collegata agli esiti della valutazione multidimensionale.
Chi può presentare domanda
Per accedere alla procedura è necessario possedere almeno uno dei requisiti indicati dall’INPS.
Può presentare l’istanza chi dispone di un certificato che attesti la condizione di disabilità ai sensi del decreto legislativo n. 62/2024 e nel quale risulti almeno una delle seguenti condizioni:
- invalidità civile superiore al 33%;
- residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con correzione, oppure residuo perimetrico binoculare inferiore al 10%;
- minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva, con i requisiti previsti dalla normativa;
- necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della legge 104/1992;
- per i minori, difficoltà persistenti nello svolgimento dei compiti propri dell’età oppure ipoacusia superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore alle frequenze indicate dalla normativa;
- per gli ultrasessantasettenni, difficoltà persistenti nello svolgimento dei compiti e delle funzioni proprie dell’età almeno di tipo lieve.
Può inoltre accedere alla procedura chi è in possesso di una certificazione rilasciata ai sensi della legge 104/1992 prima dell’entrata in vigore della riforma della disabilità, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 62/2024.
Sono invece escluse, in questa fase, le persone anziane ultrasettantenni non autosufficienti titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta, in attesa del completamento del quadro normativo relativo anche alla riforma delle politiche per le persone anziane.
Chi può inviare l’istanza
La domanda può essere presentata:
- dalla persona con disabilità;
- dal genitore, se si tratta di un minore;
- dal tutore, dal curatore o dall’amministratore di sostegno, se autorizzato in base al decreto di nomina e in possesso della delega digitale necessaria.
Come presentare la domanda
L’istanza può essere trasmessa esclusivamente online attraverso il servizio “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita”, disponibile sul portale INPS.
Il percorso indicato dall’Istituto è:
Sostegni, Sussidi e Indennità > Per disabili/invalidi/inabili.
Per accedere è necessario autenticarsi tramite:
- SPID almeno di livello 2;
- CIE di livello 3;
- CNS;
- eIDAS.
Con l’invio della domanda, la persona autorizza l’INPS a trasmettere all’ATS competente il certificato definitivo attestante la condizione di disabilità, sia nella versione integrale sia in quella con dati omessi, le eventuali variazioni successive, il questionario WHODAS e i dati di contatto forniti.
L’ATS potrà quindi contattare direttamente l’interessato per avviare il percorso di valutazione e la successiva elaborazione del Progetto di vita.
Le province interessate
La sperimentazione è stata estesa progressivamente.
Dal 1° gennaio 2025 riguarda Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste.
Dal 30 settembre 2025 sono state aggiunte Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza.
Dal 1° marzo 2026 sono entrate nella sperimentazione anche Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bergamo, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza, Crotone, Cuneo, La Spezia, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Pavia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Savona, Sondrio, Terni, Torino, Treviso, Udine, Venezia, Verona e Vibo Valentia.
Il servizio per gli Ambiti Territoriali Sociali
Accanto alla procedura destinata ai cittadini, l’INPS ha attivato il servizio “SISDA – Consultazione istanze per il progetto di vita”.
Gli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali, previa profilazione, possono accedere alle domande di propria competenza e avviare il procedimento di valutazione multidimensionale. Il servizio può essere utilizzato anche dagli altri enti eventualmente individuati dalle Regioni.
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