«Rifiutati da tre ristoranti per le mie figlie»: la denuncia della consigliera di Torino in vacanza a Orvieto

«Questo è il mondo che stiamo creando, dove anche mangiare è una gara. Dove vince chi paga di più e dove i bambini sono un problema perché consumano poco». Così scrive la consigliera comunale del Pd di Torino, Ludovica Cioria, sul suo profilo Facebook, raccontando l’esperienza vissuta lunedì scorso nella città della Rupe insieme alle due figlie e al compagno Davide.
Vicenda Cioria, intervistata da Fanpage, racconta l’episodio avvenuto in Umbria dove, intorno alle 19.30 di lunedì scorso, tre ristoranti su quattro avrebbero rifiutato lei, le figlie e il compagno perché al completo. «Avevano tanti tavoli liberi all’esterno. Non pretendevamo di rimanere a lungo. Se ci avessero detto di liberare il tavolo dopo un’ora lo avremmo fatto», spiega la consigliera. Alla fine un quarto ristorante ha accolto la famiglia, offrendo un servizio però non dei migliori: «Ci hanno fatti sedere in quattro a un tavolo per due. Per noi non era un problema essendoci presentati senza prenotazione. Ma quello che mi ha colpito è che accanto c’era un tavolo della stessa dimensione del nostro, con una sedia in più, su cui era stata messa una copertina per un cagnolino».
Polemica L’esperienza è stata raccontata anche in un post sulla pagina Facebook della consigliera, che ha voluto precisare come non si tratti di una denuncia, quanto piuttosto di una riflessione: «Non siamo andati in locali di cucina stellata, dove magari il contesto non è compatibile con i bambini, ma in ristoranti che si proponevano come osterie. Mi era già capitato anche in altre occasioni, ma qui ho avuto proprio la sensazione di non sapere dove andare». I ristoranti, secondo Cioria, non l’avrebbero fatto accomodare a causa della presenza delle due bambine, partendo dal presupposto che consumino poco: «Il problema è l’overtourism, che rende le città inaccessibili e inospitali perché dominate da logiche commerciali».
Gogna mediatica La sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, replica alla denuncia della consigliera, definendola una «vera e propria gogna mediatica, francamente ingiustificata». «Non abbiamo mai ricevuto prima d’ora segnalazioni di questo genere e l’episodio in questione, da quanto letto, sembra basarsi solo su delle supposizioni. Non si può trasformare un racconto personale in una sentenza su Orvieto e soprattutto sui suoi ristoratori», chiarisce la sindaca in una nota stampa.
Immagine Tardani respinge anche il riferimento all’overtourism, spiegando che la parola «non descrive la realtà di Orvieto» e, infine, contesta la generalizzazione scaturita da quell’esperienza, attaccando Cioria per aver gettato la città «in pasto al tritacarne dei social». Una scelta i cui effetti, sottolinea, «chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe conoscere più di altri», con il rischio di danneggiare l’immagine dell’intera città.
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