Toscana

ricostruirsi un pezzo alla volta














L’autostima non è sentirsi perfetti. È sentirsi degni anche nei momenti di fragilità. Eppure moltissime persone vivono in guerra con se stesse: si criticano continuamente, si confrontano con gli altri, misurano il proprio valore in base all’approvazione esterna.
L’autostima si costruisce nei primi legami affettivi, negli sguardi ricevuti, nelle parole ascoltate da bambini. Chi è cresciuto sentendosi giudicato, ignorato o mai abbastanza porta spesso dentro una ferita invisibile che continua a influenzare relazioni, lavoro e immagine di sé.
Una separazione, un tradimento, un fallimento professionale possono distruggere ulteriormente una  sicurezza già fragile. E così si entra in un dialogo interiore spietato: “Non valgo abbastanza”, “Non ce la farò”, “Non merito amore”. 
Ricostruire l’autostima richiede tempo e pazienza. Non avviene con frasi motivazionali o finte sicurezze. Avviene attraverso piccoli gesti coerenti: imparare a dire no, scegliere relazioni sane, rispettare il proprio corpo, smettere di tollerare situazioni che umiliano.
Molte persone aspettano di sentirsi sicure prima di cambiare vita. In realtà la sicurezza nasce proprio dall’agire nonostante la paura.
Anche il modo in cui ci parliamo conta enormemente. Nessuno guarirebbe vivendo accanto a qualcuno che lo svaluta continuamente. Eppure molte persone trascorrono anni insultandosi mentalmente ogni giorno.
L’autostima autentica non significa sentirsi superiori agli altri. Significa non sentirsi inferiori a nessuno.
Ci saranno giorni in cui ci si sentirà ancora fragili. Ma ricostruirsi è possibile. Un pezzo alla volta. Una scelta alla volta.
E forse il primo vero atto di guarigione è smettere di chiedere conferme del proprio valore a chi non è mai stato capace di riconoscerlo davvero.























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