Abruzzo

Ricerca in alta quota, doppio evento per il progetto Pyramid26 della “d’Annunzio”


Doppio appuntamento, a Chieti e a Sant’Eusanio del Sangro con il progetto Pyramid26 dell’università “d’Annunzio”. Una giornata dedicata alla ricerca, alla divulgazione e all’arte sabato 18 luglio, con il coinvolgimento di università, centri di ricerca e strutture ospedaliere italiane e internazionali. 

La prima parte si svolgerà a palazzo de’ Mayo, nel centro storico, dalle 10, e prevede una mattinata scientifica dedicata alla ricerca in alta quota, con interventi su adattamento cardiorespiratorio, risposte neurocognitive, neurofisiologia del dolore, biomarcatori, monitoraggio ventilatorio, ipertensione, apnea ostruttiva del sonno, patologie polmonari croniche e analisi integrata dei dati della spedizione. I relatori verranno, oltre che dalla “d’Annunzio” di Chieti-Pescara, capofila dell’iniziativa, dalle università degli studi di Sassari, dell’Aquila, di Ferrara, di Trieste, di Catania, di Brescia, dell’università Campus Bio- Medico di Roma, dalla Université de Lausanne – Unil dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’Asst Papa Giovanni XXIII – Ospedale di Bergamo.  

Nel pomeriggio ci si sposta a Sant’Eusanio del Sangro dove il progetto assumerà una dimensione più divulgativa e aperta alla cittadinanza. Dalle 18 ale 21 al teatro Minimo Boreale Fiorinvalle di Terra d’Oro, la spedizione sarà raccontata attraverso un programma pensato per avvicinare il pubblico ai temi della medicina di montagna e della fisiologia dell’alta quota. Gli incontri offriranno strumenti utili per comprendere cosa accade al corpo durante l’attività fisica in quota, quali sono i principali meccanismi di adattamento all’ipossia e come prevenire e riconoscere i rischi legati alla frequentazione degli ambienti montani. La sessione pomeridiana affronterà temi di immediata utilità anche per escursionisti, sportivi e appassionati di montagna: dagli adattamenti cardiorespiratori all’esercizio fisico alla fisiologia dell’alta quota, fino ai risvolti fisiopatologici dell’ipossia, con attenzione alla prevenzione, al riconoscimento e alla gestione delle principali problematiche correlate. Un momento specifico sarà dedicato alla preparazione del trekking d’alta quota, con indicazioni pratiche su allenamento, equipaggiamento, organizzazione e comportamento consapevole in ambiente montano. Accanto alla divulgazione scientifica, il pomeriggio e la serata daranno spazio alla dimensione culturale e simbolica del progetto. Sono previsti i saluti della Fondazione Fo Rame, un incontro dedicato a “Un giullare su Sagarmatha – Omaggio a Dario Fo”, un momento musicale con canzoni dedicate ai bambini dell’orfanotrofio e brani di Dario Fo, un racconto teatrale rivolto ai bambini e un intervento conclusivo dal titolo “Everest: una storia lunga cent’anni”. La montagna diventa così non solo luogo di ricerca, ma anche spazio di memoria, narrazione, solidarietà e incontro tra linguaggi diversi.

“In questo modo – spiega il professor Vittore Verratti, docente di Fisiologia della “d’Annunzio”, principal investigator (pi) e responsabile medico della spedizione – Pyramid26 unisce il rigore della ricerca scientifica alla forza della divulgazione e della cultura, con l’obiettivo di rendere accessibili al pubblico temi complessi ma centrali per la salute, la conoscenza e il rapporto dell’uomo con la montagna”


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