Rhea1: il processore AI europeo di SiPearl per supercomputer
L’Europa ha finalmente un suo processore per l’intelligenza artificiale e i supercomputer, e il 13 maggio è stato acceso per la prima volta. SiPearl, azienda francese fondata nel 2020, ha completato la fase di power-on di Rhea1: il chip si è comportato in linea con le specifiche di progetto, e nei prossimi tre mesi inizierà la validazione completa di tutte le funzionalità hardware e software.
Non è solo una notizia tecnica: è il segnale che il continente sta provando seriamente a ridurre la dipendenza da Intel e AMD per i carichi di lavoro più pesanti, quelli che alimentano i datacenter e i sistemi di AI su larga scala.
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Sul piano tecnico, Rhea1 è una bestia. 61 miliardi di transistor, 80 core Arm Neoverse V1, ciascuno con due unità vettoriali SVE a 256 bit pensate per accelerare i calcoli scientifici e l’inferenza AI. SiPearl lo definisce il processore server più complesso mai progettato in Europa, e guardando le specifiche è difficile dargli torto.
Una delle scelte più interessanti riguarda la memoria HBM integrata direttamente nel package: quattro stack ad alta banda passante, affiancati da quattro interfacce DDR5 e 104 linee PCI Express Gen5. Per simulazioni scientifiche e AI il collo di bottiglia è quasi sempre la velocità di accesso alla memoria, e questa architettura è costruita esattamente per aggirare quel problema.
da Philippe Notton, CEO SiPearl
SiPearl sottolinea anche che Rhea1 è privo di backdoor e kill switch controllati da entità esterne: un argomento di sovranità digitale che, nel contesto geopolitico attuale, non è affatto secondario.
Rhea1 sarà il cuore del modulo CPU di JUPITER, il primo supercomputer exascale europeo ospitato al Jülich Supercomputing Centre in Germania. Un sistema exascale supera il miliardo di miliardi di operazioni al secondo, una soglia che apre le porte a simulazioni climatiche, ricerca medica e sviluppo AI che oggi richiedono infrastrutture americane o cinesi.
La disponibilità generale è prevista entro fine 2026, e la roadmap include già una seconda generazione, Rhea2, destinata al supercomputer francese Alice Recoque.
SiPearl impiega circa 200 persone tra Francia, Spagna e Italia, è sostenuta da UE e governo francese, e ha appena avviato un round Serie B dopo i 130 milioni raccolti in Serie A.
Riuscire a competere davvero con Intel e AMD sui carichi HPC e AI richiede anni di ecosistema software, driver maturi e fiducia del mercato: Rhea1 è un primo passo solido, ma la strada è ancora lunga, e il 2026 sarà l’anno in cui capiremo se l’Europa fa sul serio o se questo resta un progetto da laboratorio.
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