Francia e Germania contro Mosca: “Cybersabotaggi contro l’Europa”, convocati gli ambasciatori
La guerra tra Russia e Occidente si combatte sempre più lontano dal fronte ucraino. Mentre Volodymyr Zelensky arriva a Parigi per partecipare al nuovo vertice della Coalizione dei Volenterosi, il governo francese ha scelto di trasformare la vigilia della Festa nazionale in un messaggio politico rivolto a Mosca: la Francia accusa apertamente il Cremlino di aver orchestrato una vasta campagna di cyberattacchi contro una decina di Paesi europei, finalizzata a operazioni di spionaggio e sabotaggio delle infrastrutture strategiche.
L’accusa è accompagnata da una risposta diplomatica immediata: la convocazione dell’ambasciatore russo Alexeï Mechkov al Quai d’Orsay e nuove sanzioni contro nove individui e quattro entità ritenute collegate ai servizi di sicurezza russi. Anche la Germania ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore russo, segnale di una risposta coordinata europea.
L’accusa francese: l’FSB dietro anni di spionaggio e sabotaggi
Ad annunciare la decisione è stato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, secondo cui la campagna sarebbe stata organizzata dal 16º Centro del Servizio federale di sicurezza russo, struttura già nota agli apparati occidentali per le operazioni cyber attribuite al gruppo Turla. Parigi sostiene che gli attacchi abbiano preso di mira ministeri, aziende e operatori di infrastrutture critiche con l’obiettivo di sottrarre informazioni sensibili oppure compromettere il funzionamento di servizi essenziali.
Secondo la ricostruzione diffusa dal Ministero degli Esteri francese, negli ultimi anni sarebbero stati colpiti, tra gli altri, il Ministero delle Forze Armate, la rete diplomatica francese a Mosca, enti del settore giudiziario e, più recentemente, un istituto di ricerca impegnato nello sviluppo di tecnologie sensibili per l’industria della difesa, dal quale sarebbe stata sottratta una significativa quantità di dati. Le autorità francesi sottolineano inoltre che le stesse reti operative avrebbero colpito numerosi partner europei, confermando una strategia di pressione coordinata contro gli Stati che sostengono l’Ucraina.
Ferrovie, energia e infrastrutture: l’Europa rafforza lo scudo digitale
Tra gli episodi citati da Barrot figura il tentativo di sabotaggio delle infrastrutture ferroviarie polacche, indicato come esempio della crescente capacità delle operazioni ibride russe di colpire settori essenziali senza ricorrere all’impiego diretto della forza militare. Secondo Parigi, le attività attribuite all’FSB hanno interessato almeno nove Paesi europei, prendendo di mira anche reti energetiche, sistemi idrici, amministrazioni pubbliche e infrastrutture considerate critiche per la sicurezza nazionale.
In questo contesto assume un ruolo centrale il lavoro di Viginum, il servizio francese incaricato di individuare le campagne di interferenza digitale straniere, affiancato dall’Anssi, l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informatici, responsabile della protezione tecnica delle reti. Barrot ha rivendicato il contributo di questi organismi nella protezione delle ultime consultazioni elettorali francesi dalle campagne di disinformazione e ha ribadito che la sicurezza digitale rappresenta ormai uno dei principali fronti della difesa europea.
Il vertice dei Volenterosi e il messaggio politico del 14 luglio
L’annuncio francese arriva in una giornata altamente simbolica. Emmanuel Macron ospita all’Eliseo Zelensky e i Volenterosi. Sul tavolo figurano il rafforzamento della difesa aerea e missilistica europea, l’ipotesi di uno scudo balistico comune, la cooperazione industriale nella produzione di armamenti e le possibili esercitazioni della futura forza multinazionale che potrebbe essere dispiegata dopo un eventuale cessate-il-fuoco.
La riunione sarà seguita da una cena all’Eliseo e, domani, dalla tradizionale parata del 14 luglio sugli Champs-Élysées, che quest’anno la presidenza francese ha voluto dedicare al “risveglio strategico dell’Europa”.
Ad aprire la sfilata saranno soldati ucraini insieme ai contingenti dei Paesi della Coalizione dei Volenterosi, compresa l’Italia, in una dimostrazione di unità politica e militare destinata a ribadire il sostegno europeo a Kiev.
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