residenti in calo dal 2015 fino a oggi
ASCOLI L’incubo spopolamento delle aree del sisma non svanisce. Anzi, stando ai dati demografici dell’Istat, aggiornati a marzo 2026, preoccupa. Dati che confermano una costante diminuzione dei residenti in quelle zone che, a quasi 10 anni di distanza da una mazzata come quella del sisma, spietato e dai tragici effetti, sono ancora in attesa di un potenziale ritorno alla normalità.
I timori
Alla luce dei tempi di una ricostruzione ancora a poco più di metà strada e visto l’andamento demografico, il timore è quello di ritrovarsi – una volta chiuso il cerchio degli oltre 4mila cantieri nel Piceno – con comuni “fantasma”, senza abitanti o quasi. Un futuro che chi ha sempre vissuto in quelle zone vorrebbe scongiurare, ma, numeri alla mano, c’è il rischio di ritrovarsi, una volta risanati e ricostruiti, con centri dell’entroterra montano (troppo a lungo in ostaggio degli effetti del terremoto) senza più una popolazione.
Lo dicono i dati, con centri come Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montegallo, Montemonaco, Force e altri ancora dove, pur a fronte di progetti e azioni mirate alla ricostruzione anche immateriale portate avanti dai vari commissari che si sono susseguiti nel tempo per ripopolare quelle zone “vittime” del sisma, non si sono avuti, almeno finora, gli effetti sperati.
Il trend
Lo spopolamento – per vari fattori – lento ma costante, continua. Così come è destinata a continuare ancora a lungo la ricostruzione, come confermato durante un incontro nell’agosto 2025 dal direttore dell’Usr Marche, l’ingegner Marco Trovarelli – alla presenza del commissario straordinario Guido Castelli – sottolineando che «riuscendo a tenere il ritmo di 5 milioni di euro liquidati al giorno si potrebbero completare tutti gli interventi tra 8 anni». E nel frattempo, andando a spulciare i dati, prendendo spunto dall’ultimo aggiornamento, allo scorso mese di marzo di Demo Istat per quel che riguarda l’andamento della popolazione, arriva la conferma di come l’emorragia di abitanti nei centri dell’entroterra colpito dal sisma non si sia mai fermata.
Eloquente il dato di Arquata del Tronto che prima del sisma, ovvero nel 2015, vantava 1.178 residenti e ora, alla fine del marzo scorso, ne conta 901. Ma, andando a ritroso nel tempo anno per anno, a gennaio 2026, gli abitanti erano 910, a gennaio 2025 erano 926, nel 2024 erano 955, 975 nel 2023, 1.013 nel 2022, 1.040 nel 2021, 1.061 nel 2020 e 1.091 nel 2019. Un costante calo, così come si registra per Acquasanta, dove a fine marzo 2026 i residenti erano 2.402 (nel 2015 erano 3.030), sempre andando indietro negli anni, a gennaio 2026 si registravano 2.411 abitanti, a gennaio 2025 erano 2.423, nel 2024 erano 2.453, 2.493 nel 2023, 2.531 nel 2022, 2.575 nel 2021, 2.646 nel 2020 e 2.704 nel 2019.
A Montegallo, a fine marzo 2026 la popolazione era di 366 abitanti (523 nel 2015). A gennaio 2026 i residenti erano 364, a gennaio 2025 erano 391, a gennaio 2024 erano 399, 420 nel 2023, 448 nel 2022, 463 nel 2021, 463 nel 2020 e 475 nel 2019. E ancora, a Montemonaco, risultano 514 i residenti a fine marzo 2026 (604 nel 2015), erano 518 a gennaio 2026, 526 nel 2025, 533 nel 2024 (unico anno con una piccola crescita), 525 nel 2023, 528 nel 2022, 546 nel 2021, 558 nel 2020 e 561 nel 2019.
A Force si era scesi a 1.069 abitanti di fine marzo scorso dopo che a gennaio 2026 gli abitanti erano stati 1.080, nel 2025 erano 1.089, nel 2024 erano 1.104, 1.134 nel 2023, 1.159 nel 2022, 1.175 nel 2021, 1.235 nel 2020 e 1.257 nel 2019. Erano 1.356 nel 2015. Ma, dietro il risvolto puramente statistico c’è, evidente, la difficoltà di riuscire fermare e invertire la tendenza dello spopolamento.




