Marche

calci, pugni, sprangate e anche una coltellata

PORTO SANT’ELPIDIO Accoltellato e preso a calci, pugni e sprangate da tre pregiudicati: l’aggredito è Giovanni Armellini, contitolare con la moglie Cristina Napoleoni del ristorante-pizzeria e chalet Lo Storione sul lungomare Faleria. Un italiano è stato arrestato dai Carabinieri: Michele Cipollari, pluripregiudicato. È caccia ai due che erano con lui, due magrebini, uno dei quali avrebbe infierito col coltello.

In spiaggia

Il fatto è avvenuto in spiaggia venerdì alle 23.30, nell’area demaniale antistante lo chalet, nella zona della piattaforma di legno.

Il locale era pieno. Armellini è uscito per allontanare il gruppetto che stava trafficando all’esterno e uno ha estratto un coltello e lo ha colpito al braccio. L’esercente ha tentato di difendersi, è stato accerchiato, è caduto e gli aggressori hanno infierito mentre era a terra colpendolo alla testa. Trasportato in ospedale, è rimasto sotto osservazione: non rischia la vita ma ha numerose ferite e lesioni, trauma cranico e costole rotte. S

olo uno degli aggressori, l’italiano, è stato bloccato. Gli altri due sono scappati correndo verso nord. Indagano i Carabinieri, arrivati con il 118, la Croce Verde, la Polizia municipale e la Guardia di Finanza. In spiaggia sarebbero state trovate tracce di cocaina insieme a un borsone, tutto sequestrato. Dentro c’erano tronchesi, piede di porco, mazze e coltelli. Proseguono le indagini: gli inquirenti stanno cercando gli altri due ragazzi.

A cena

L’episodio ha suscitato clamore perché la vittima è conosciuta e stimata: lui e la moglie hanno una fiorente attività. Venerdì c’erano anche sindaco e assessore allo sport a cena: erano andati via mezz’ora prima dell’aggressione. «Si è consumato un grave episodio di violenza ai danni di un ristoratore – denuncia il sindaco Massimiliano Ciarpella – ho espresso vicinanza a Giovanni e alla moglie, alla famiglia e allo staff. So quanto impegno e passione mettano nel lavoro: ripartiranno subito. Il fermato è un malvivente seriale autore di furti e spaccate in diverse attività commerciali tra cui stabilimenti balneari. Un soggetto del genere in qualunque Paese civile ha un solo posto dove stare: il carcere.

Chi delinque deve pagare e chi è un pericolo per la collettività va fermato. Non si può attendere l’irreparabile. I delinquenti devono stare in galera, che siano autoctoni o circolino senza titolo nel nostro territorio». La moglie dell’esercente è disperata: «Non ne possiamo più – confida – lavoriamo in media 17 ore al giorno e che succede? Uno accoltella mio marito perché gli aveva detto di allontanarsi».

La chiusura

E poi: «Oggi (ieri, ndr) resto chiusa a pranzo perché non sono lucida: ho mio marito in ospedale, gli stanno facendo le lastre e gli hanno messo i punti. E’ stato picchiato in testa». I residenti: «E’ inaccettabile quanto è successo, servono provvedimenti. Gli aggressori sono personaggi noti alle forze dell’ordine» riferisce la gente del posto, e tanti puntano il dito contro la macchina della giustizia: «basta con queste persone pericolose che entrano ed escono di galera. Che aspettiamo? Deve scapparci il morto?».




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