Liguria

Regolamento arte di strada, opposizione attacca sui controlli. Montanari: “Tavolo di confronto per modifiche in corsa”


Genova. Il nuovo regolamento per l’arte di strada compie un (piccolo) salto in avanti, con un nuovo passaggio in commissione consigliare per definire alcuni dettagli contenuti nella proposta della nuova giunta. Il documento, portato ancora una volta in Sala Rossa dall’assessore Giacomo Montanari, nella sua nuova versione aggiornata dopo le precedenti due sedute, ha restituito alcune modifiche recepite in corso d’opera, ma, almeno sulla carta, restano ancora alcuni nodi da sciogliere.

L’impianto del nuovo regolamento rimane confermato: l’aggiornamento introduce una netta separazione tra le aree di pregio storico e il resto della città, ridefinendo al contempo le modalità di prenotazione degli spazi e il sistema sanzionatorio. La distinzione territoriale è incardinata sull’area Unesco, dove l’arte di strada avrà una disciplina più stringente: e esibizioni con emissione sonora devono mantenere una distanza minima di almeno 40 metri dal perimetro dei luoghi di culto, e le postazioni saranno fisse e utilizzabili previa prenotazione.

Su questo, il nuovo regolamento avrebbe abolito il limite delle 4 esibizioni dello stessa artista al giorno, e 40 al mese. Un accorgimento che l’opposizione, capitanata nella discussione dall’ex assessore al Commercio Paola Bordilli (promotrice del regolamento oggi vigente), vorrebbe rivedere, e per il quale i tecnici del Comune provvederanno a trovare una modalità di reinserimento, dopo un nuovo passaggio concertativo con residenti e artisti, già consultati in queste settimane. Restano invece invariate su tutto il territorio le distanze di sicurezza dagli edifici generici (5 metri dagli accessi e 2 metri dai corpi di fabbrica), nonché i 30 metri di rispetto da strutture ospedaliere, cimiteri, scuole e biblioteche.

Una particolare attenzione viene dedicata alla tutela degli spazi coperti e voltati – quali portici, porticati, archi, archivolti e gallerie – storicamente vulnerabili al fenomeno del rimbombo e del riverbero sonoro. In contesti cittadini emblematici e di grande passaggio, come i portici di Sottoripa o i camminamenti coperti di via XX Settembre, l’attività degli artisti viene fortemente regolamentata al fine di salvaguardare la circolazione pedonale e le attività commerciali. Sotto ogni tipologia di porticato sarà infatti consentita esclusivamente l’arte di strada definita a “bassa emissione sonora” o senza alcuna emissione. Resta pertanto vietato l’impiego di amplificazioni di media o alta intensità.

Altro punto di confronto politico, la definizione dei limiti sonori. Nel vecchio regolamento, il parametro utilizzato per definire dei limiti acustici era il wattaggio degli amplificatori. Secondo i molti tecnici interpellati da giunta e artisti, però, questo approccio non sarebbe stato dirimente: “Avere un amplificatore da 100w non significa che debba essere usato al massimo – ha spiegato l’assessore – come è vero il contrario, cioè che anche stando nei limiti dei watt si possa creare comunque disturbo. Come multare un motociclista non in base alla guida ma in base ai cavalli che la sua moto possiede”. Nel nuovo testo, quindi, si è optato per utilizzare il parametro dei decibel, in “armonia” con il regolamento acustico dell’ente.

Su questo punto, però, l’opposizione è tornata all’attacco, chiedendo una reintroduzione dei questo parametro. Anche in questo caso, i tecnici del Comune di Genova proveranno a integrare questa richiesta nel testo, provando a trovare una soluzuone a “doppio parametro”, rivedendo però, al rialzo, i limiti degli impianti.

E poi il rebus controlli. Dai banchi dell’opposizione, le principali critiche sono arrivate proprio su questo punto, con l’accusa rivolta alla giunta di aver generato un “liberi tutti” de facto. Sulle barricate Paola Bordilli e Alessandra Bianchi che hanno rimproverato alla maggioranza di non aver previsto controlli specifici per il nuovo regolamento – soprattutto nell’ottica degli interventi in tempo reale – su eventuali disagi emersi durante le esibizioni stesse. Una “accusa” respinta in toto dall’assessore Montanari che ha ricordato come la polizia locale sia già dotata di strumenti per verificare le violazioni del regolamento acustico del comune di Genova, su cui il nuovo regolamento si appoggia, mentre per i controlli si proseguirà con le modalità già oggi vigenti.

“Abbiamo fatto un lavoro di confronto lungo e complesso – ha sottolineato a margine l’assessore Montanari – questa era la terza seduta di commissione sul tema, mentre per il regolamento approvato dalla giunta precedente si era arrivati direttamente con il voto in aula sulla delibera. In questi mesi abbiamo sentito tutte le parti in causa, artisti, residenti e commercianti, e siamo riusciti a trovare un punto di equilibrio. Oltre a ciò, è attivo e resterà attivo un tavolo di confronto permanente sul tema, che potrà analizzare in corsa le ricadute del regolamento, andando eventualmente a correggere o implementare, situazione per situazione”.

Dopo questo passaggio, una volta recepite le richieste di modifica emerse questa mattina, il testo tornerà in una nuova seduta di commisione, la quarta, per poi eventualmente affrontare il voto del Consiglio comunale e diventare realtà.

Bordilli: “Giunta Salis incapace, copiano e svendono i quartieri”

“Siamo alla farsa – commenta con una nota stampa la consigliera della Lega Paola Bordilli – la sinistra sbandierava una rivoluzione sul regolamento dell’arte di strada e invece l’unica cosa che è stata capace di fare è un banale “copia e incolla” del testo scritto da noi. Una certificazione dell’incapacità della Giunta Salis che, da un lato, ammette implicitamente l’ottimo lavoro svolto dalla Lega, ma dall’altro dimostra una totale assenza di visione. Le pochissime modifiche che hanno introdotto – attacca Bordilli assieme al collega Bevilacqua – sono semplicemente disarmanti. La sinistra tutela solo il Centro Storico Unesco e abbandona tutto il resto del territorio al proprio destino. Questo è il finto buonismo di chi, a parole, difende i quartieri e nei fatti li declassa a territori di serie B, eliminando completamente la possibilità di prenotazione e, pertanto, di controllo effettivo da parte della Polizia Locale. Aver lasciato Via XX Settembre e Via San Vincenzo senza tutele stringenti significa condannare il cuore commerciale e direzionale di Genova al caos e all’anarchia. Con queste modifiche si concede una totale libertà che calpesta i diritti di residenti e negozianti e che rende ancora più difficili i controlli”.

Fratelli d’Italia: “Preoccupati dalle tante criticità”

“Mentre la maggioranza non perde occasione di criticare l’operato del centrodestra, oggi prendiamo atto che l’Assessore Montanari, evidentemente stufo di venire in aula, sceglie, in piena autonomia e abdicando a quel modello di condivisione sempre tanto sbandierato, di non rendersi disponibile ad un nuovo appuntamento in commissione prima della votazione di un documento che, di fatto, avverrebbe ‘al buio’ –  scrivono in una nota i consiglieri di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo, Valeriano Vacalebre –  Non nascondiamo le preoccupazioni per un regolamento che mostra parecchie criticità: a partire all’utilizzo dell’app dedicata valida solo per l’area del centro storico senza prevedere quantomeno qualche linea guida per tutte le restanti aree precludendo così anche la possibilità e l’efficacia dei futuri controlli da parte della Polizia Locale in particolare per quanto riguarda l’acustica ed i decibel. Con grande amarezza e come accade da un anno a questa parte si chiudono le commissioni senza che gli assessori abbiano dato risposte concrete e precise alle nostre domande. Il tipico atteggiamento dell’amministrazione Salis”.




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