Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano, Don Bosco abbraccia i suoi scout – Bolzano



BOLZANO. Presso la parrocchia di Don Bosco il gruppo scout Agesci Bolzano 2 ha festeggiato i suoi 80 anni dalla fondazione avvenuta nel 1946. All’evento erano presenti numerosi bambini, ragazzi e ragazze, famiglie, capi educatori e i membri storici del gruppo. La giornata è incominciata la mattina con l’alzabandiera e di seguito si è tenuta la messa celebrata dal parroco Don Gianpaolo Zuliani, dal missionario scout Giancarlo Maistrello e da Don Luigi Carfagnini, assistente ecclesiastico del gruppo scout.

Al termine della messa, i capi gruppo Silvia Mattolin, Bruno Guerrasio e Maria Grazia Brighi hanno donato alla comunità due segni significativi. Il primo, una targa in legno con pirografate le citazioni di San Giovanni Bosco “Non rimandate al domani il bene che potete fare oggi” e di Lord Baden-Powell, fondatore del movimento scout mondiale, “Il miglior modo per essere felici è procurare la felicità agli altri”. La targa, che verrà affissa in chiesa, testimonia gli 80 anni di impegno del gruppo scout all’interno del quartiere Don Bosco. Il secondo dono è la cosiddetta “panca della pace”, una panchina di legno decorata con i colori del gruppo Bolzano 2 (blu, rosso, giallo) e con un’evocativa frase di Gandhi: “Non c’è una via per la pace, la pace è la via”. La panchina verrà posizionata nel giardinetto vicino al sagrato della chiesa con l’invito rivolto alla comunità di utilizzarla per dialogare e incontrarsi.

La giornata è proseguita con il pranzo nel cortile, una ricca mostra con cimeli e tante fotografie di questi ottant’anni anni trascorsi, laboratori creativi, giochi e tornei per bambini e ragazzi. Particolarmente significativo lo spazio dedicato alle testimonianze dei “vecchi” scout. «Tante sono le persone che hanno fatto parte del gruppo contribuendo a costruirne la storia, oggi qui io sono il primo degli “anziani” che sono ancora presenti» racconta Claudio Marcon che, entrato negli scout nel 1950 come lupetto, ha svolto il servizio di capo dal 1963 al 1971. «”Una volta scout sempre scout” è un motto ricorrente e credo che tutti quelli che sono stati portano con sé qualcosa delle tante esperienze vissute. Gli scout si danno da fare mettendosi gratuitamente in servizio, facendo qualcosa per gli altri. Sono una grande famiglia che vive nel rispetto dei valori contenuti nella Promessa, che tutti gli scout hanno pronunciato e fanno del loro meglio per mantenere», prosegue Marcon, ripensando con emozione al suo passato e all’impegno nell’essere sempre pronto per mettersi a disposizione.

«Crediamo che il rapporto con il territorio sia molto importante ed è per questo che ci teniamo a collaborare con la parrocchia e tutte le realtà del quartiere. I nostri ragazzi arrivano portati dalle famiglie, ma dobbiamo arrivare a cercare noi i ragazzi più bisognosi della nostra proposta educativa» sottolinea Bruno Guerrasio, capo gruppo del Bolzano 2 e neoeletto Capo Scout d’Italia dal Consiglio generale. È la prima volta che il ruolo di guida dell’Associazione nazionale viene ricoperto da un capo del Trentino Alto-Adige. «Ci impegniamo perché gli scout continuino a costruire ambienti e contesti in cui tutti possano esprimersi, offrendo una proposta educativa che contribuisca alla crescita di ciascun membro del gruppo» continua Guerrasio, facendo notare con grande soddisfazione che «negli ultimi anni la nostra comunità si è arricchita di molti capi giovani che offrono tempo e impegno nel servizio educativo». Nelle parole dei ragazzi scout del gruppo emerge l’essenza di questa esperienza che diventa uno stile di vita. «Per noi – dicono – lo scoutismo è una seconda famiglia dove ci si aiuta sempre e ci si diverte con responsabilità». Le avventure intense lasciano in loro un segno indelebile nel loro percorso di crescita. «Ho imparato a prendermi cura dell’ambiente e ad apprezzare l’essenzialità che ci rende veri», racconta una ragazza. In una realtà sempre più connessa, i giovani trovano negli scout un contesto in cui giocare all’aperto e confrontarsi senza filtri. «Lo scoutismo ad oggi non è una tradizione superata, ma una risposta concreta e attuale al bisogno di fare esperienze forti condividendole con i coetanei. Ciò che rende unico questo percorso è la libertà di sbagliare e di crescere insieme agli altri, sapendo che nessuno ti giudica, ma tutti ti sostengono».L’evento commemorativo, occasione di incontro festoso per diverse generazioni scout, si è concluso con il consueto ammainabandiera e un augurio di buon proseguimento attività.




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