tensioni su commercio e geopolitica
Le dinamiche bilaterali
Cina e Unione europea sono allo stesso tempo partner economici vitali, concorrenti economici diretti e rivali sistemici. Insieme rappresentano oltre un terzo del Pil globale e quasi il 30% del commercio mondiale, rimanendo profondamente intrecciate nonostante le continue frizioni geopolitiche.
La Cina è il terzo partner commerciale più grande della Ue, con un commercio bilaterale di beni e servizi che supera gli 845 miliardi di euro.
Bruxelles tuttavia è diventata sempre più difensiva contro i sussidi statali cinesi e la overcapacity industriale, specie in settori come i veicoli elettrici (EV), le turbine eoliche e le tecnologie solari. Per questa ragione sta attivamente perseguendo una strategia di “de-risking”, concentrandosi sulla diversificazione delle catene di approvvigionamento, sulla riduzione delle vulnerabilità nei settori strategici e sul rafforzamento del Critical Raw Materials Act.
Gli elementi in comune
Sia la Ue che la Cina condividono un interesse comune, quello per la transizione verde. La cooperazione continua riguarda i sistemi di scambio delle emissioni, la gestione dell’acqua e la transizione verso un’economia circolare. Il Summit bilaterale dell’anno scorso a Pechino ha portato a questa novità mentre i due blocchi rimanevano divisi dalla geopolitica e dalla rivalità sistemica.
La Ue mantiene pressioni su Pechino riguardo al suo rapporto con la Russia, monitorando e agendo da vicino su eventuali entità cinesi e linee di approvvigionamento che stiano aiutando lo sforzo bellico russo in Ucraina.
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