Scienza e tecnologia

Quando i videogiochi si compravano in edicola e al supermercato… bei tempi quelli!

Il mito delle riviste specializzate e dei videogiochi venduti in edicola. Parliamo di un’era geologica fa, ma parliamo pur sempre di un pezzo di storia del videogioco con la quale molti dei nostri lettori hanno fatto i conti. Parliamo dei primi anni duemila, quando l’informazione videoludica passava perlopiù dalla carta stampata.

I PC gamer dell’epoca ringraziano

Soprattutto con le riviste PC non era difficile imbattersi in inserti videoludici, a volte di alto livello. Non parliamo di demo, attenzione, ma di giochi veri e propri. Un esempio? Max Payne nella versione italiana è stato venduto insieme ad una delle riviste più popolari dell’epoca. In egual misura è accaduto lo stesso anche con il primo Mafia, fra i migliori action dell’epoca. Fra le riviste più attive in tal senso c’era TGM, che è andata avanti a includere dischi di gioco insieme alla controparte cartacea fino al 2011. Quello fu l’ultimo anno in cui era possibile, di fatto, comprare videogiochi in edicola.

Quel modello di business oggi sarebbe inimmaginabile

Ai tempi l’esigenza di avere più copie possibili, soprattutto fisiche, era dettata dall’assenza di una banda larga e di connessioni ad internet degne di tale nome. Scaricare un gioco interno, anche se allora pesava poche centinaia di megabyte, era un’operazione impossibile per la stragrande maggioranza dei PC gamer. E così il CD diventava l’unica alternativa a code infinite di download che si propagavano anche per intere settimane.

Di quel mondo oggi resta un lontano ricordo, sempre più annebbiato dal mondo moderno. Azioni come l’aquisto di una rivista, lo spacchettamento della custodia e l’infilare il CD nel lettore del proprio PC fisso sono parte di una memoria collettiva destinata a diventare sempre più nebbiosa. E, su tutto, ciò che rendeva così tanto appetibili i videogiochi in edicola era il loro prezzo, ben lungi dalle 60-70-80 o più euro che oggi sono necessarie per portarsi a casa l’ultimo tripla A.


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