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Punteggio basso in GPS? Ecco come puoi comunque ottenere una supplenza. Pillole di Question Time

Nel corso della puntata di Question Time, il format di consulenza in diretta sui canali social di Orizzonte Scuola, Sonia Cannas, esperta di normativa scolastica, ha risposto in modo chiaro e diretto a una delle domande più ricorrenti tra i docenti precari: “Chi inizia ora con un punteggio basso, come può acquisire punteggio e sperare in una supplenza, vista l’altissima concorrenza?”

Un quesito che tocca il cuore della quotidianità di migliaia di aspiranti docenti, spesso scoraggiati dalla mole di candidati e dalla posizione in graduatoria. Ecco cosa ha spiegato Cannas, con consigli pratici e un invito a non perdere la speranza.

Punteggio basso non significa “mai chiamato”

La prima rassicurazione arriva proprio dalla constatazione che il punteggio, da solo, non basta a determinare le possibilità di chiamata. Come ha sottolineato Sonia Cannas:

“Non è tanto il punteggio, ma la posizione in graduatoria e, soprattutto, le scelte di chi ci precede. Se ci sono 500 persone con oltre 40 punti non è la stessa cosa che averne solo 10 davanti a te.”

Inoltre, bisogna considerare che non tutti gli aspiranti inseriti nelle GPS sono realmente interessati a ottenere una supplenza: molti docenti di ruolo, pur iscritti in graduatoria, non presentano la domanda delle 150 preferenze, lasciando quindi spazio a chi, invece, è in attesa di una nomina.

Le differenze tra classi di concorso e province

Un altro elemento chiave emerso dalla diretta è che le opportunità variano enormemente a seconda della classe di concorso e della provincia. Esistono ambiti in cui le supplenze sono più facili da ottenere, anche con punteggi non altissimi, mentre in altri la competizione è serrata.

Cannas ha citato, ad esempio, le classi di concorso scientifiche e tecniche (matematica, fisica, informatica, meccanica, elettronica), dove la carenza di docenti è cronica e le possibilità di chiamata sono maggiori.

Le supplenze temporanee e gli interpelli: la vera via d’ingresso

Per chi ha un punteggio basso e si affaccia ora al mondo della scuola, la strada più percorribile è quella delle supplenze temporanee, ovvero quelle che vengono assegnate dalle graduatorie di istituto o tramite interpelli.

Come spiegato da Cannas:

“Gli interpelli scattano quando tutte le graduatorie sono esaurite e nessuno ha dato disponibilità per quella specifica supplenza. In certe province e per certe tipologie di posto, capita spesso.”

Ciò significa che, anche con un punteggio inizialmente svantaggioso, è possibile accumulare esperienza e punteggio proprio grazie a queste supplenze brevi o annuali, che consentono di scalare gradualmente le graduatorie.

Non esistono certezze assolute, ma esistono strategie

La specialista ha voluto sfatare il mito secondo cui, con pochi punti, non ci sarebbe alcuna speranza:

“Non possiamo prevedere le scelte dei colleghi, né quando qualcuno si ammalerà o chiederà part time. Le opportunità nascono anche da situazioni imprevedibili. L’importante è monitorare costantemente i bandi e non rinunciare a priori.”

Il consiglio finale è quindi di non scoraggiarsi, di presentare sempre la domanda e di tenere d’occhio le pubblicazioni degli uffici scolastici provinciali, perché spesso le supplenze “impreviste” diventano il primo gradino per entrare nel mondo della scuola.

Come ha ribadito Sonia Cannas, il sistema delle supplenze è complesso e in continua evoluzione, ma proprio per questo chi è flessibile, informato e pronto a cogliere le occasioni, anche quelle più piccole, può costruirsi un percorso professionale solido nel tempo.

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