Prezzo zonale Energia, Pichetto Fratin a Occhiuto: «Previsto, ma servono compensazioni»
Il ministro dell’Ambiente intervistato a Roma durante “Quo Vadis Urbs 2026”, conferma che il quadro normativo contempla la divisione per zone. Nello stesso giorno il presidente della Calabria annuncia una diffida ad Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente).
ROMA – Il prezzo zonale dell’energia è previsto dal quadro normativo, ma la sua applicazione richiede un sistema di compensazioni capace di tenere conto delle variazioni della produzione e dei consumi nel corso della giornata. A spiegarlo è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che abbiamo intervistato a Roma a margine di “Quo Vadis Urbs 2026”, l’evento ospitato nella sede italiana del Parlamento europeo e organizzato dal nostro giornale e da Feuromed,
Al ministro abbiamo chiesto di rispondere alla proposta avanzata dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto che sostiene che la Calabria produca più energia di quanta ne consumi e chiede che questa capacità produttiva si traduca in un vantaggio per famiglie, imprese e nuovi investitori.«È previsto dal quadro normativo», ha risposto Pichetto Fratin. «È previsto un meccanismo di Arera, che dovrà valutare, nel momento in cui ci sia un equilibrio a livello di Paese, la possibilità di dividere il territorio in zone anche rispetto al prezzo finale».Il ministro ha sottolineato la complessità del passaggio. La produzione delle fonti rinnovabili cambia, infatti, a seconda dell’orario e delle condizioni meteorologiche. Un sistema basato soltanto sulla disponibilità del fotovoltaico potrebbe produrre forti differenze di prezzo durante la stessa giornata.
«Tutto questo ha una serie di altre compensazioni», ha spiegato. «Se il prezzo zonale fosse dato soltanto dal fotovoltaico, l’energia potrebbe costare pochissimo alle tre del pomeriggio e il doppio alle otto del mattino o alle dieci di sera. È quindi una valutazione complessiva, prevista dalla norma e dal percorso che ci siamo dati».Le parole di Pichetto Fratin arrivano nello stesso giorno in cui Occhiuto ha rilanciato la sua iniziativa, annunciando una diffida nei confronti dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
«Domani firmerò una diffida ad Arera affinché si proceda a rendere operativa la riforma dei prezzi zonali», ha dichiarato il presidente della Regione durante la presentazione del rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Calabria.Secondo Occhiuto, l’entrata in vigore del nuovo sistema permetterebbe alla Calabria di beneficiare di prezzi inferiori rispetto a quelli applicati in altre regioni.«Se avessimo i prezzi zonali, l’energia in Calabria costerebbe meno che nelle altre regioni», ha affermato.
Per il governatore, questo vantaggio rappresenterebbe «una grande leva per attrarre investimenti».Occhiuto aveva già sollevato la questione nei giorni precedenti, collegandola alla quantità di energia rinnovabile prodotta sul territorio regionale. La sua proposta parte dall’idea che le aree con una produzione energetica più elevata debbano ricevere un beneficio economico diretto.Il presidente della Regione punta soprattutto ad aumentare la capacità della Calabria di attrarre imprese, industrie energivore e centri di elaborazione dati. Il costo dell’elettricità costituisce infatti uno degli elementi presi in considerazione dalle aziende nella scelta dei territori in cui insediare nuovi impianti. La risposta del ministro conferma che il prezzo zonale rientra nel percorso già delineato dalla normativa.
Pichetto Fratin lega però la sua concreta applicazione alla valutazione di Arera e alla costruzione di un meccanismo che garantisca l’equilibrio del sistema nazionale.Durante l’intervista abbiamo affrontato con il ministro anche il tema del nucleare di nuova generazione.«Il nucleare in Italia è fattibile ed è la soluzione per creare le condizioni per il futuro del nostro Paese», ha dichiarato Pichetto Fratin.Il ministro prevede una crescita consistente della domanda elettrica nei prossimi anni. Entro il 2040, secondo la stima citata durante l’intervista, l’Italia potrebbe avere bisogno di oltre cento miliardi di kilowattora aggiuntivi. Pichetto Fratin ha definito il nucleare di nuova generazione una fonte pulita, basata su impianti sicuri e in grado di assicurare continuità nella produzione. Il suo sviluppo dovrebbe accompagnare la crescita delle energie rinnovabili e rispondere all’aumento dei consumi previsto nei prossimi decenni
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