Presidio dei Giovani Palestinesi alla Rai

Alla vigilia del voto sul ddl Romeo, atteso per domani secondo gli organizzatori, i Giovani Palestinesi restano in piazza fino all’ultimo giorno. Oggi una sessantina di persone si è radunata davanti alla sede Rai di viale della Fiera, a Bologna, per un presidio contro il provvedimento sul contrasto all’antisemitismo.
L’appuntamento era alle 18.30. Con il calare della sera i partecipanti si sono disposti davanti all’ingresso, separati dall’edificio da una recinzione di cantiere e da un cordone di mezzi della polizia. Bandiere palestinesi, un microfono con cassa portatile e diversi interventi a turno.
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Dopo le piazze dei giorni scorsi, stavolta nel mirino è finita anche la televisione pubblica. Dal microfono gli oratori hanno accusato Israele di genocidio e hanno detto che “non è solo Netanyahu, ma è il sionismo e il progetto sionista”. Il governo, hanno aggiunto, lo sostiene con denaro pubblico: “Sono tutti soldi che vengono pure dalle nostre tasche e vanno a finanziare più genocidi in giro per il mondo”.
Sul ddl, uno degli oratori ha detto che ha “l’obiettivo di provare a uccidere e soffocare ulteriormente” le mobilitazioni e che è un insulto agli “ebrei di tutto il mondo che da sempre si sono opposti al progetto sionista”. Stesso tono nel post di convocazione, che parla di un “governo italiano” e di “tutte le forze politiche” che si riconfermano “complici del genocidio”. Il provvedimento, scrivono, diventerà “uno strumento di repressione del dissenso politico”. Chiusura con “Morte al sionismo” e “Viva la resistenza palestinese in tutte le sue forme”.
Il ddl Romeo
Il testo adotta la definizione di antisemitismo dell’Ihra ed è già passato al Senato, con il Pd diviso. Chi lo critica teme che renda difficile distinguere antisemitismo e critica a Israele. Chi lo sostiene ricorda che non introduce nuovi reati. In commissione sono stati tolti il divieto di manifestazioni e le sanzioni penali.
Le manifestazioni precedenti
Il presidio chiude una settimana di mobilitazioni in città. Mercoledì 7 ottobre, terzo anniversario dell’attacco di Hamas, i Giovani Palestinesi hanno organizzato un dibattito all’Università di Bologna, che non aveva concesso l’autorizzazione, con la proiezione del film “Palestina 36”. Gli studenti di Cambiare Rotta hanno piantato tende davanti all’ingresso del complesso per “proteggere” l’incontro. Nello stesso orario, a poche centinaia di metri, in piazza San Domenico, la Comunità ebraica progressista aveva indetto una veglia “contro l’odio e il terrorismo, per la memoria e la pace”. Sabato 10 ottobre era stata poi annunciata in piazza del Nettuno una manifestazione con lo slogan “La fine del genocidio è la fine del sionismo”.
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