Friuli Venezia Giulia

Premio Terzani ad Alaa Faraj, il detenuto che ha raccontato la fuga dalla guerra


Grande partecipazione ed emozione nella serata di sabato 09 maggio 2025, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la cerimonia di consegna della XXII edizione del Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani, assegnato ad Alaa Faraj, autore del romanzo epistolare Perché ero ragazzo, pubblicato da Sellerio.

L’autore, attualmente detenuto nel carcere di Palermo, ha potuto prendere parte alla serata grazie all’autorizzazione concessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo. Sul palco ha ricevuto il riconoscimento dalle mani della presidente di giuria Angela Terzani, davanti a un teatro sold out. “Questa è l’Italia che mi ha accolto, l’Italia che mi ha insegnato – ha dichiarato commosso Faraj durante il suo intervento – Il vostro Paese ha uno strumento straordinario che si chiama cultura. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me e nel mio libro”.

La serata

Nel corso della serata, condotta dal giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, sono intervenuti anche Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto all’Università di Palermo e figura centrale nella realizzazione del libro, la giornalista Luciana Castellina, il giurista Gustavo Zagrebelsky in collegamento e don Francesco Saccavini, sacerdote impegnato nel sociale. Nel leggere le motivazioni del premio, Angela Terzani ha definito il libro “un racconto doloroso ma necessario”, ripercorrendo la vicenda dell’autore, nato a Bengasi nel 1995 e arrivato in Italia dopo la fuga dalla Libia devastata dalla guerra civile. Durante la traversata verso l’Europa morirono 49 persone nella stiva dell’imbarcazione. Una volta sbarcato, Faraj venne accusato di concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione, fino alla condanna a 30 anni di carcere.

Dal carcere, però, Faraj ha continuato a studiare e scrivere, imparando l’italiano tra le celle e raccontando la propria storia attraverso lettere indirizzate ad Alessandra Sciurba. Da quella corrispondenza è nato il romanzo premiato a Udine. Nel suo intervento, Faraj ha anche rivolto un pensiero ai conflitti in corso nel mondo. “Non saremo mai davvero in pace quando gli altri sono in guerra”, ha detto riferendosi alle tensioni internazionali e alla situazione a Gaza. La cerimonia si è aperta con le letture dell’attore e regista Massimo Somaglino ed è stata accompagnata dall’Orchestra d’archi e percussioni del Conservatorio Tomadini di Udine, diretta dal maestro Fabio Serafini con Lucio Degani al violino solista.


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