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Pogacar fa poker alla Liegi

Attenzione: c’è una piccola grande novità nel ciclismo globalizzato dominato da Tadej Pogacar: la novità che è nata una nuova stella. Quella di Paul Seixas, giovane francese di 19 anni, che alla Liegi-Bastogne-Liegi, conquistata per la quarta volta dal campione sloveno, è riuscito a tener testa al vincitore fino a 14 chilometri dal traguardo resistendo alle continue accelerazioni di Pogacar.

Sei scatti secchi, sulle colline delle Ardenne, che hanno fatto il vuoto ma non hanno scoraggiato il giovane talento francese che più volte, per dimostrare di non temerlo, si è messo a fianco dello sloveno. Come a dire: non ho paura di te. Guarda che di me non ti sbarazzerai facilmente. Una prova di coraggio, quasi un’audacia in un plotone dove ormai quasi nessuno osa più sfidare il temibile campione.

Ad un certo punto, però, i valori sono emersi e Pogacar, con una ultima sgommata, si è lasciato indietro il francese che, pochi giorni fa, aveva trionfato alla Freccia Vallone.

Certo: la notizia è che lo sloveno ha conquistato per la quarta volta la Liegi, centrando la 13esima classica della sua carriera (solo Merckx ne ha conquistate di più: 19). Però senza la tenacia e il talento del francese, nato a Lione il 24 settembre 2006, saremmo qui a scrivere di un’altra corsa dominata dal campione del mondo, vero fenomeno di questo sport con 112 successi, tra i quali anche quattro Tour de France e un Giro d’Italia.

Invece questa volta Pogacar se l’è dovuta sudare, restituendo agli appassionati uno dei piaceri del ciclismo: quello dell’incertezza e di una possibile nascente rivalità.


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