Pizzaballa ai cristiani di Taybeh: «Anche quando il male sembra invincibile, la sua forza non è illimitata»

“Io posso non avere risposte a livello umano e mondano, ma credo in Dio. E sono certo che, in Lui, possiamo continuare a dare vita, anche qui a Taybeh”, ha affermato Pizzaballa. Il patriarca ha ribadito l’impegno della Chiesa a difesa della presenza cristiana. “Continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per preservare la presenza ecclesiale qui, a ogni livello, in tutta la Terra Santa”, ha assicurato.
Ma proteggere la presenza cristiana significa anche difendere il cuore dalla paura e dalla disperazione. “Dobbiamo anche imparare dalla Vergine Maria a custodire i nostri cuori, perché questa situazione può contaminare i nostri cuori. E se i nostri cuori vengono contaminati, il “drago” ha vinto”, ha detto.
Poi l’esortazione: “Ma noi vogliamo rimanere una comunità che dà vita, senza rinunciare o abbandonare i nostri diritti, il nostro diritto alla vita. Siate coraggiosi. Non abbiate paura”.
La visita arriva mentre resta in vigore un ordine militare israeliano emesso lo scorso luglio, che ha dichiarato l’area ’Taybeh e Rimon’ zona militare chiusa, vietando l’ingresso e la presenza di israeliani e stranieri.
L’ordinanza ha sollevato interrogativi sull’accesso alla città per pellegrini, visitatori, giornalisti e volontari. “Il vostro esempio è importante, perché continuiamo a essere una voce cristiana nel mezzo di questa situazione molto complessa”, ha detto Pizzaballa. Al termine della Messa, prima di incontrare i fedeli e le famiglie della comunità, ha pregato affinché l’intercessione della Vergine Maria accompagni le famiglie e le madri di Taybeh e perché la città resti “un luogo e uno spazio di gioia e di vita”.
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