più Fs Security dopo il caso Ambrosio

La stazione di Bologna, uno dei principali nodi ferroviari italiani, torna al centro del dibattito sulla sicurezza dopo l’annuncio del potenziamento di Fs Security, la struttura delle Ferrovie dello Stato dedicata al presidio di treni e stazioni. Un tema che nel capoluogo emiliano resta particolarmente sensibile, anche alla luce dell’omicidio del controllore Alessandro Ambrosio, ucciso mentre svolgeva il proprio lavoro.
L’annuncio di Salvini sul rafforzamento della sicurezza
A fare il punto è stato Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha annunciato un aumento significativo del personale Fs Security.
“Quando sono arrivato al Ministero non esisteva un settore delle Ferrovie dello Stato dedicato esclusivamente alla sicurezza. Oggi ci sono 1.370 addetti e il piano industriale prevede di arrivare a 1.650 nei prossimi tre anni”, ha spiegato.
Gli operatori, riconoscibili dalla pettorina nera, sono impegnati nel controllo dei tornelli, nel presidio delle stazioni e a bordo dei treni, con un ruolo sempre più centrale anche nella protezione del personale ferroviario.
Bologna e le stazioni come “biglietto da visita” delle città
“La Stazione Termini, quella di Bologna, la Centrale di Milano sono il biglietto di benvenuto delle città”, ha sottolineato Salvini, ribadendo come la sicurezza nelle grandi stazioni non sia solo una questione di ordine pubblico, ma anche di immagine e qualità del servizio.
La stazione di Bologna Centrale è attraversata ogni giorno da migliaia di pendolari, studenti e turisti. Proprio per questo viene considerata uno dei punti nevralgici su cui concentrare il rafforzamento dei controlli.
Il caso Ambrosio e la tutela dei lavoratori
Il tema della sicurezza sui treni a Bologna è inevitabilmente legato alla memoria del controllore 34enne ucciso durante il servizio nel parcheggio dei dipendenti della stazione di Bologna. Un episodio che ha segnato profondamente il mondo del trasporto ferroviario e che viene spesso richiamato come simbolo della necessità di garantire condizioni di lavoro più sicure per chi opera ogni giorno sui convogli e nelle stazioni.
Secondo il ministro, Fs Security nasce anche con questo obiettivo: “Sono ragazzi che girano in stazione e sono a bordo dei treni a difendere anche i lavoratori di Fs”.
Pendolari e treni regionali sotto osservazione
Salvini ha ricordato che “il 90% del traffico ferroviario quotidiano riguarda i pendolari sui treni regionali e locali”. Un dato che riguarda da vicino anche Bologna e l’Emilia-Romagna, dove il nodo ferroviario è strategico per i collegamenti con tutta la regione.
Accanto alle grandi direttrici dell’alta velocità, il rafforzamento della sicurezza punta quindi a rendere più protette le tratte utilizzate quotidianamente dai lavoratori, riducendo il rischio di aggressioni e aumentando la percezione di sicurezza.
Più presenza nelle stazioni e sui treni
L’obiettivo del piano industriale Fs Security è quello di garantire una presenza stabile e riconoscibile nelle stazioni e a bordo dei treni, con particolare attenzione ai contesti più complessi come le grandi città. A Bologna, questo significa un presidio rafforzato in una stazione che rappresenta un crocevia fondamentale del sistema ferroviario nazionale.
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