Economia

Petrolio, Opec+ conferma lo status quo e lascia invariata la produzione a marzo

MILANO – Nonostante le recenti oscillazioni del prezzo del petrolio – che in settimana a toccato i 70 dollari al barile, ai massimi da settembre – sull’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, l’Opec+ sceglie ancora lo status quo e decide di mantenere invariata la produzione di marzo. Il motivo, ripete il cartello, è legato alla “stagionalità” della domanda, più debole a inizio anno. Ma pesano anche l’abbondante offerta sul mercato e l’incertezza geopolitica, tra i timori in Medio Oriente e un ruolo del Venezuela ancora tutto da definire.

Produzione invariata anche a marzo

Gli Paesi dell’organizzazione in forma allargata (Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman) hanno esaminato le condizioni e le prospettive del mercato in una riunione virtuale e – come già a gennaio dopo il blitz Usa in Venezuela – hanno ribadito la loro linea scegliendo ancora una volta per la sospensione di ogni incremento di produzione fino a marzo.

Lo scorso novembre gli otto, che da soli producono circa la metà del petrolio mondiale, avevano deciso di sospendere gli incrementi di produzione di petrolio a gennaio, febbraio e marzo 2026, dopo il balzello da 137 mila barili fissato per dicembre. La prossima riunione dell’Opec+ è fissata per il primo marzo.

“I fondamenti del mercato sono solidi”

I partecipanti al cartello, recita il comunicato, “riaffermano l’impegno a favore della stabilità del mercato, sulla base di prospettive economiche globali stabili e degli attuali solidi fondamentali del mercato petrolifero, come riflesso delle basse scorte”.

Hanno ribadito che “i 1,65 milioni di barili al giorno potrebbero essere restituiti in parte o per intero, a seconda dell’evoluzione delle condizioni di mercato e in modo graduale” e che loro “continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato”.

I produttori propendono per un “approccio cauto” che gli consenta di “mantenere la massima flessibilità per continuare a sospendere o annullare gli ulteriori aggiustamenti volontari della produzione, inclusi gli aggiustamenti volontari precedentemente implementati per i 2,2 milioni di barili al giorno annunciati a novembre 2023”.


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