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Pesca, 3 milioni per proteggere il settore dai danni del clima

Il Consiglio dei ministri del 4 agosto ha approvato a Roma, su proposta del Masaf, il rifinanziamento da 3 milioni di euro per il 2026 del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura, per sostenere le imprese colpite da calamità naturali ed eventi meteorologici eccezionali legati alla crisi climatica.

Pesca e acquacoltura, 3 milioni per il Fondo di solidarietà

Il provvedimento, annunciato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, punta a rafforzare gli interventi già previsti dalla normativa vigente a favore delle aziende danneggiate. Le risorse serviranno a coprire, almeno in parte, i danni subiti da imprese della pesca e dell’acquacoltura nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, una finestra ampia che tiene conto della frequenza crescente di mareggiate, anomalie termiche e fenomeni meteo intensi. Non si tratta, spiegano fonti ministeriali, di una misura isolata: il rifinanziamento consente di attivare strumenti di ristoro per produzioni compromesse, strutture produttive danneggiate e attività costrette a fermarsi o a ridurre il lavoro in mare.

Lollobrigida: “Risorse aggiuntive per il comparto”

«La pesca e l’acquacoltura rappresentano un patrimonio economico, produttivo e sociale strategico per l’Italia», ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida, commentando la disposizione approvata dal governo. Il titolare del Masaf ha spiegato che le imprese del settore stanno affrontando le conseguenze di «fenomeni atmosferici e meteomarini straordinari» che mettono sotto pressione produzione, occupazione e competitività. Con questo intervento, ha aggiunto, il governo intende assicurare «risorse aggiuntive per contribuire al ristoro dei danni subiti e rafforzare la capacità di risposta del comparto». Parole che arrivano in una fase delicata per molte marinerie italiane, dall’Adriatico al Tirreno, dove gli operatori segnalano costi in aumento, rese più basse e giornate di lavoro condizionate da condizioni del mare sempre meno prevedibili.

Temperature del mare e moria di molluschi in Adriatico

A chiedere attenzione, nelle stesse ore, è anche Coldiretti Pesca, che definisce le risorse «un sostegno in un momento difficile» per un settore provato dalle temperature record del mare e dagli eventi estremi. In diverse aree dell’Adriatico, secondo l’organizzazione, il caldo ha contribuito a una grave moria di cozze e vongole, con acque che hanno superato i 30 gradi e condizioni poco compatibili con la sopravvivenza dei molluschi. Il problema non riguarda solo gli allevamenti, ma anche l’equilibrio dell’intera filiera: meno prodotto disponibile significa ricadute sui mercati ittici, sui trasformatori, sulla ristorazione e sui consumatori. A questo quadro si aggiungono i danni provocati dal granchio blu, specie invasiva che negli ultimi anni ha colpito in modo pesante lagune e allevamenti, in particolare lungo la costa adriatica. “Ci sono aziende che hanno visto cambiare il lavoro nel giro di poche stagioni”, raccontano dagli ambienti della pesca, con un misto di preoccupazione e stanchezza.

Gli effetti del riscaldamento su sardine e acciughe

Il surriscaldamento del mare, avverte ancora Coldiretti Pesca, incide anche sul pesce azzurro, uno dei simboli della tradizione marinara italiana. L’aumento della temperatura delle acque riduce l’ossigeno disponibile e modifica la produzione di plancton, nutrimento essenziale per specie come sardine e acciughe; solo allora, quando le condizioni ambientali cambiano in modo stabile, gli effetti diventano visibili sugli stock. Le larve possono avere minori possibilità di sopravvivenza durante la fase riproduttiva, mentre le popolazioni ittiche tendono a crescere meno e a spostarsi verso aree più favorevoli. Il risultato, secondo le prime valutazioni del settore, è una riduzione dell’abbondanza di alcune specie e una pressione ulteriore sulle imprese, già chiamate a rispettare fermi biologici, quote, regole europee e costi di gestione elevati. Il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale non risolve da solo una crisi complessa, ma offre un canale di intervento per chi ha subito danni documentati e attende risposte rapide.


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