Papà in coma dopo un pugno, i sindaci di Altino e Lanciano vicini alla famiglia

Restano critiche le condizioni di Diomede Barchiesi, il papà di 50 anni finito in coma a causa di un pugno preso per essere intervenuto a difesa del figlio. L’uomo, ricoverato nel reparto di rianimazione di Pescara dopo essere stato sottoposto a un doppio intervento, lotta fra la vita e la morte. Operaio alla Stellantis Atessa, sportivo e appassionato di mountain bike, Barchiesi è molto conosciuto sia a Lanciano sia nel suo paese d’origine, Altino.
«Siamo vicini al nostro concittadino, Diomede Barchiesi, vittima di una violenza inaccettabile, feroce e ingiustificata, e ai suoi familiari, esprimendo loro solidarietà e conforto in questo momento terribile di forte sconcerto, di profondo dolore, di ansia e di attesa – interviene sulla vicenda il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, anche a nome di tutta l’amministrazione comunale – Condanniamo fermamente il gesto, che non può in alcun modo trovare spazio o giustificazione in una comunità che vuole dirsi civile, basata sui valori del rispetto e della convivenza pacifica. Purtroppo stiamo assistendo a una escalation di violenza tra i giovani che riguarda non solo il nostro territorio, ma la società nella sua interezza. Seguiamo ora con attenzione l’evolversi della situazione, con totale fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura – conclude il sindaco – Ma soprattutto un pensiero di speranza e coraggio va a Diomede Barchiesi affinché possa riprendersi presto. Ci auguriamo, inoltre, che questa estate si concluda senza altri episodi di violenza».
Al collega di Lanciano fa eco il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli: «Caro Diomede sappiamo tutti che non smetterei di lottare così come facevi in campo e più recentemente in bici. Sappiamo tutti che l’amore che ti lega alla tua famiglia, ai tuoi figli a tua moglie, a Beatrice e a tutti noi, perché tu sei l’amico di tutti, siamo certi ti porterà a vincere anche questa battaglia che la vita ti ha posto come sfida. Un vicenda che evidenzia sempre più quello che io chiamo “anaffettività” che sfocia spesso in gesti di violenza, di maleducazione, di arroganza e di supponenza verso gli altri. Certo non siamo noi adesso chiamati a giudicare perché ci saranno le persone delegate a farlo, ma resta il dolore per ciò che è accaduto e resta il nostro smarrimento sapendo cosa stai affrontando e la situazione che l’ha generata».
«Tutti gli amici di Altino, tutta la comunità, adesso sta tifando per te consapevoli che la tua forza ti porterà a vincere anche questa gara così come facevi con la tua amata bici – continua Muratelli – Le manifestazioni di affetto di queste ore, testimoniano quanta bellezza hai seminato tra le amicizie che adesso sono con te a sostenerti in questa sfida e di quanto amore famigliare ti attende e ti sostiene in attesa di quelle notizie che tutti stiamo aspettando. Forza grande Diomede».
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